La stagione della Odori srl Reggello si è conclusa con il trionfo della promozione in DR1, ma il percorso per raggiungerlo non è stato certo rose e fiori. Infatti, nonostante le malcelate ambizioni di competere per conquistare la serie superiore, l’inizio, complice anche il cambio di guida tecnica, con la panchina affidata a Giorgio Corsi, al posto di Serravalli, chiamato dalla Fides Montevarchi in Serie C, non è stato certo semplice.

La compagine della provincia fiorentina ha iniziato il torneo balbettando, con due sconfitte consecutive, contro il CUS Siena ed il Chianti Basket, peraltro compagini poi protagoniste di un campionato di alta classifica; la prima vittoria è arrivata alla terza giornata, contro Montevarchi, ma è stata la classica rondine che non fa primavera. Dopo quel successo, infatti, sono arrivati altre tre stop nelle successive quattro giornate.

Insomma, un avvio da due vittorie e cinque sconfitte, non il massimo per una squadra ambiziosa come Reggello. Nel momento di maggiore difficoltà, però, Capitan Di Giovanni e compagni hanno svoltato; lo hanno fatto incasellando una bella serie di sette vittorie consecutive, interrotte dallo stop con la capolista CUS Siena. Il trend, però, era ormai invertito, e la compagine di Corsi ha calzato gli stivali dalle sette leghe, scalando la classifica.

Al termine della stagione regolare, i biancoverdi hanno chiuso al secondo posto, dietro soltanto alle spalle dal CUS Siena, guadagnandosi la seconda testa di serie nei playoff. Nella post-season, ecco il colpo di reni vincente: la Odori ha iniziato battendo, nei quarti di finale, il Libero Basket Siena per 2-1, per poi ripetersi, con lo stesso risultato, in semifinale, eliminando la Fides Montevarchi con un roboante 74-48.

Il largo successo ha garantito l’accesso alla finalissima, avversario il Chianti Basket, bravo ad eliminare il CUS Siena, testa di serie numero 1. Di Giovanni e compagni si sono così approcciati alla finalissima potendo contare sul vantaggio del fattore campo, alla fine risultato determinante; infatti, per la terza serie di fila, Reggello l’ha spuntata per 2-1, chiudendo la serie davanti al caldo e numerosissimo pubblico amico, con il punteggio di 90-77, che ha fatto esultare non solo i tifosi, ma anche tutta la società per un successo ancor più gratificante dopo le difficoltà di inizio stagione.

Le parole di Giorgio Corsi, coach di Reggello

Ce lo siamo detti all’inizio della preparazione che questo gruppo aveva la possibilità di giocare per vincere il campionato”, parte da lontano Giorgio Corsi, il coach di Reggello, nel commentare una stagione terminata con la promozione in Divisione Regionale 1:

“All’inizio della preparazione ho detto ai ragazzi che avremmo giocato per vincere il campionato, ma che l’obiettivo della stagione era creare entusiasmo, coinvolgere i giovani e riempire il palazzetto; le vittorie sarebbero arrivate di conseguenza. Ho avuto la fortuna di allenare un gruppo straordinario di ragazzi tra i 17 ed i 37 anni che hanno dimostrato passione, presenza, disponibilità, attaccamento alla squadra e che si sono strameritati questo risultato. Oltre a loro, devo ringraziare tutto il Basket Reggello, società che fa le cose per bene, composta da persone con tanta buona volontà, ognuno con il suo ruolo ben definito e nessuno che interferisce nel lavoro degli altri, una piccola realtà che ha tutte le carte in regola per diventare grande.”

Parla il capitano, William Di Giovanni

Sono anche emozionanti, le parole di William Di Giovanni, il capitano di Reggello, che dedica la promozione al figlio Alessandro ed alla madre Irene:

E’ stato un anno intenso, iniziato con qualche piccola difficoltà, con allenatori e compagni di squadra nuovi, qualche sconfitta iniziale per poi cominciare ad assestarsi e conoscersi. Da parte mia, è stato un altro anno di sacrifici e sforzi, mischiando lavoro, fidanzata, famiglia e tempo libero, al basket che per me è, ormai da 30 anni, compagno di vita. Ho sempre cercato la competizione, la dedizione, lo sforzo fisico e mentale anche nei momenti di maggiore stanchezza.

Ma la cosa fondamentale in questi anni è stata la voglia di giocare, di divertirsi e di condividere la mia passione con i miei veri amici che in questi anni non mi hanno mai abbandonato, sia in campo che fuori. Questa vittoria è arrivata in concomitanza della nascita di mio figlio Alessandro al quale dedico la promozione ed a mamma Irene che mi è stata sempre accanto. Nella speranza che in futuro domani anche lui possa mettere in ogni cosa che farà, la mia stessa determinazione e, soprattutto, un bel sorriso”.

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