Ci sono date che rimangono scolpite in modo indelebile nella storia delle società sportive; per la Micromec San Casciano il 7 giugno è una di quelle, il giorno nel quale i biancorossi chiantigiani hanno conquistato la promozione in Divisione Regionale 1.
Una promozione storica, perché rappresenta il punto più alto della società di San Casciano Val di Pesa che mai, nei suoi 54 anni di storia, si era arrampicata fino alla DR1.
Un obiettivo che la società del Presidente Mattiolo ha fortemente cercato, affidando la guida tecnica a Federico Pistolesi, coach che con i biancorossi aveva, cinque anni fa, conquistato la promozione in Divisione Regionale 2. Il successo è arrivato grazie alla vittoria nella “bella” decisiva, la classica partita che vale una stagione, con la giovanissima Sancat, proprio la compagine a lungo in vetta alla classifica, prima di essere scavalcata proprio dalla Micromec.
Era il 10 gennaio, da quel momento i biancorossi sono rimasti in vetta alla classifica, conquistando il diritto di giocare, nella post-season, le decisive Gara-3 in casa. Nei playoff la marcia vincente della formazione di Pistolesi non si è certo arrestata, anzi; San Casciano ha agevolmente portato a casa quarti di finale e semifinale, rifilando un secco 2-0 al Baloncesto Firenze prima ed al Florence Basket poi, conquistando così la finalissima, in palio la storica promozione in Divisione Regionale 1.
L’avversario era la Sancat, la seconda nella stagione regolare, in una finale che era la degna e logica confusione di un torneo tanto lungo quanto appassionante. Dopo il botta e risposta in Gara-1 e Gara-2, con il successo delle squadre di casa, tutto si è deciso nei 40’ di San Casciano, con la compagine di Federico Pistolesi che l’ha spuntata di dieci, per 68-58, davanti ad un palasport esaurito in ogni ordine di posto. Alla sirena finale, ecco la legittima esultanza per una storica promozione, che va a raggiungere il punto più alto nella storia della società chiantigiana.
Le parole di Federico Pistolesi, il tecnico di San Casciano
Federico Pistolesi, il coach della Micromec, rende onore alla finalista Sancat e poi fa un interessante parallelismo tra la finale e la stagione della sua squadra:
“E’ stata una partita e una serie tosta. Faccio in primis i complimenti a Sancat, per l’energia e l’approccio mentale a questi play off vista, a maggior ragione considerando la loro giovane età. Faccio anche i complimenti a Nicola (Poggi, coach Sancat ndc) e a tutto il suo staff per il lavoro svolto durante la stagione.
La partita è stata un po’ la fotocopia dell’annata: un primo quarto con enormi difficoltà, nel quale non funzionava quasi nulla, specchio dell’avvio stagionale, in cui, nelle prime tre giornate, abbiamo perso tre giocatori del quintetto. Nel secondo quarto della partita la squadra ha cominciato a ricucire il divario con buone iniziative; i secondi 20’ sono stati come la seconda parte di stagione, abbiamo preso il comando della partita e non ci siamo più voltati, praticamente come abbiamo fatto in campionato dopo la sosta natalizia.
In generale, è stata una stagione dura , lunga , complicata ma è stato un piacere viverla con questo gruppo di giocatori che alla fine hanno realizzato la classica “mission impossible”. Voglio ringraziare tutto lo staff e tutta la società che, insieme allo sponsor Micromec, ci ha sostenuto e seguito tutto l’anno , soffrendo insieme a noi. Per chiudere, un ringraziamento speciale al pubblico e al paese di San Casciano che per tutta la stagione ci ha sostenuto e incitato verso questo traguardo, perché alla fine quello che conta è sia quello che fai ma ancor di più come lo fai”.
Parla il capitano, Lapo Paolacci
Emozione pura, ecco quello che trasudano le parole di Lapo Paolocci, il Capitano:
“Per me è stato un onore avere questi compagni di squadra. Una squadra con la S maiuscola, unita dentro al campo ma soprattutto fuori. Con tanti di loro condivido questo percorso da oltre dieci anni e riuscire a conquistare insieme una seconda promozione rende tutto ancora più speciale.
È stato un anno difficile perché per gran parte della stagione siamo stati primi in classifica e, anche quando non lo eravamo ancora, si percepiva che eravamo una delle squadre favorite. Ciò ha significato convivere con pressioni costanti, sapendo che ogni avversario affrontava la partita contro di noi con la mente libera e con una motivazione extra: quella di battere la capolista.
I festeggiamenti vanno di pari passo con i ringraziamenti e voglio partire dalla squadra. Grazie ragazzi, siamo un gruppo bellissimo, fatto di persone vere e oneste. Un grazie speciale va a Federico Pistolesi, Tommaso Marrocchesi, Giulio Valgimogli e Matteo Paoletti, il nostro staff tecnico, che ci ha sempre seguito e non ci ha mai fatto mancare niente, allo storico accompagnatore Lorenzo Baldi ed a tutte le persone che lavorano dietro le quinte e senza le quali nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Voglio chiudere augurando a tutti di provare almeno una volta nella vita la felicità che sto provando in questo momento.
Ho iniziato a giocare in questa società a 5 anni, il mio cuore è biancorosso; vedere quello che siamo riusciti a costruire insieme è qualcosa che non si può descrivere a parole.”









