David Fattorini aveva iniziato la stagione alla guida della Vismederi Costone Siena maschile, condotta lo scorso anno alla promozione in C Gold, poi ha traslocato alla sezione femminile della società senese, un ritorno al basket dell’altra metà del cielo dopo tre anni.
In questa lunga intervista ci racconta il bel percorso della sua squadra, che, nell’ultimo turno della stagione regolare, si giocherà l’accesso ai playoff, traguardo impensabile quando si è seduto sulla panchina della compagine della città del Palio.
Di seguito la bella intervista del coach del Costone
Nell’ultimo turno, contro Baloncesto, è arrivata una bella vittoria, grazie alla quale avete fatto un passo avanti fondamentale verso l’accesso ai playoff, che si deciderà nell’ultima giornata
“Era fondamentale tornare alla vittoria subito, per vari motivi; in primis per cancellare la sconfitta interna della settimana precedente con San Giovanni Valdarno, un match in cui non siamo stati all’altezza nell’approccio e nella gestione della partita, ma anche per regalare una gioia a tutte le persone che fin qui ci hanno supportato e continueranno a farlo, e per credere nella rincorsa ai play off. Obiettivo che si è fatto sempre più complicato ma che continueremo a rincorrere e ci giocheremo nell’ultima giornata con tutte le nostre forze”.
Siamo quasi alla fine della stagione regolare, facciamo un bilancio del campionato della sua squadra, molto cresciuta dopo il suo arrivo
“Come staff dobbiamo solo ringraziare le ragazze per la fiducia che ci hanno dato fin dal nostro arrivo, credendo nel nostro lavoro e nei nostri valori umani; abbiamo trovato subito un ottimo amalgama, fatto di rispetto e fiducia reciproca che nemmeno i risultati negativi avrebbero potuto scalfire. Fin dall’inizio sapevamo che era un percorso intenso, concentrato in pochi mesi, nei quali la priorità era far emergere la forza mentale del gruppo; questo ci ha permesso di ritrovare fiducia nel gioco offensivo, nella voglia di lottare e di non arrendersi mai, lottando tutti insieme e tenendo sempre alta la concentrazione, anche nei momenti di difficoltà”.
In generale che campionato è quello che sta volgendo al termine, anche dal punto di vista tecnico?
“Quello che ho trovato è un campionato diverso da quello di tre anni fa, l’ultimo a cui avevo partecipato, ma comunque interessante e competitivo. Lo definirei diviso in due parti, da una parte ci sono quattro/cinque squadre che vantano dei roster sicuramente molto esperti e profondi, visti anche gli obiettivi societari, dall’altra le squadre che hanno puntato molto sui propri settori giovanili con giocatrici che, pur inesperte, durante la regular season hanno fatto importanti progressi a livello individuale e collettivo. Questo, chiaramente, fa bene a tutto il movimento: rende avvincente il campionato attuale e regala certezze per il futuro del basket femminile. Un modo di fare che merita un plauso, rivolto a tutte le società che hanno intrapreso questo percorso”.
Durante il campionato, avete dovuto far fronte a diverse assenze, quanto è stato difficile far fronte a situazioni del genere?
“Sappiamo che le assenze, in generale, fanno parte di una stagione; se poi accadono, come successo a noi, tutte concentrate nello stesso momento, bisogna essere pronti a gestirle, a livello medico ed a livello mentale. Devo dire, al riguardo, che siamo stati bravi, il gruppo è riuscito a compattarsi sempre di più e ha fatto ulteriori sforzi per assimilare situazioni tecniche impreviste per ovviare alle assenze. Voglio sottolineare anche la professionalità e la disponibilità di tutto lo staff del nostro centro fisioterapico, guidato da Leonardo Cavaliere che ha fatto l’impensabile, sia a livello medico sia a livello mentale, per riportare in condizione le nostre giocatrici”.
Di tutte le partite giocate durante la sua gestione, quale è quella che più l’ha soddisfatta?
“Quella che mi ha dato la certezza di essere sulla strada giusta è stata quella contro Prato, anche se terminata con una sconfitta. Abbiamo giocato con grande personalità, determinazione ed attenzione tattica fino alla sirena finale contro una delle squadre più interessanti del torneo, ben costruita e vincitrice della Coppa Toscana”.
E quella nella quale si aspettava di più?
“Direi la partita persa la scorsa settimana con San Giovanni, nella quale abbiamo avuto un approccio mentale sbagliato, al cospetto di una formazione esperta e ben guidata tatticamente. Abbiamo avuto troppi cali di concentrazione che ci hanno fatto innervosire e perdere la razionalità nelle nostre scelte. Purtroppo, queste situazioni in squadre giovani possono accadere, l’abbiamo considerata come una tappa del nostro percorso di crescita collettiva, senza addossare colpe a nessuno”.
La sua è una squadra nella quale ci sono molte giocatrici giovani, quali sono i vantaggi, e gli svantaggi, di avere a disposizione un roster del genere?
“La nostra è una squadra molto giovane, fatta al 90% tutta in casa, che recupererà nella stagione prossima altri due, tre giovani prospetti fermi attualmente per infortuni pesanti. Inoltre, durante alcuni allenamenti abbiamo avuto la fortuna ed il piacere di inserire altre ragazze, alcune addirittura Under 14. I vantaggi di allenare roster giovani sono molteplici: la voglia di assimilare concetti, la determinazione nel mettersi in discussione, la possibilità di proseguire e consolidare un percorso tecnico/mentale che deve essere parte fondamentale dei settori giovanili. Parimenti, l’emotività, gli sbalzi di concentrazione, il non coinvolgimento nella vita societaria possono essere fattori negativi da considerare con grande attenzione, per non far perdere la fiducia alle ragazze, nel percorso che stanno affrontando”.
La vostra compagine è molto seguita, quanto è importante avere una tifoseria così fedele?
“Stiamo ritrovando molto entusiasmo nei confronti della squadra senior, dovuto ad un nuovo modo di interagire dentro la società, dando attenzione fin dal minibasket a tutte le atlete che si approcciano al basket ed al Costone. Devo fare i complimenti al nostro presidente, Stefania Paciotti, ed al suo consiglio, per il percorso intrapreso in questi mesi, concentrato su una nuova visione del settore giovanile che, oltre alla crescita tecnica ed atletica, riesca a creare valori importanti come interazione, coinvolgimento, rispetto, appartenenza e tradizione”.
Torniamo al campionato, le prime posizioni sono ormai assegnate da tempo, quali sono secondo lei le squadre più accreditate nella post-season?
“Come dicevo prima, il campionato ha cinque squadre interessanti che sono Jolly Livorno, Prato, Spezia, Pielle Livorno e San Giovanni Valdarno. Ad ora il campionato dice che Jolly Livorno, per roster ed ambizioni societarie, è la squadra leader e la più accreditata, ma i play off sono una lotteria spietata e più ti avvicini alla finale, più gli equilibri possono cambiare, con le sorprese sempre dietro l’angolo”.
Nell’ultima giornata avete lo scontro diretto col Nico Ponte Buggianese, nel quale vi giocate tutto, come vi approcciate alla partita?
“Chiaramente, sappiamo che non sarà una settimana come le altre, tecnicamente lavoreremo sui nostri concetti, per migliorare i nostri errori e cercare di trovare alcune soluzioni per contrastare il potenziale di Nico Basket. Inoltre, dovremo essere bravi a trasformare le tensioni e le preoccupazioni negative in emozioni positive, ricordandoci che dobbiamo essere fieri del percorso intrapreso, impensabile fino a tre mesi fa”.
Lei fino a metà stagione era alla guida del Costone maschile, con il quale lo scorso anno ha vinto il campionato di Serie C Silver, che differenza c’è nell’allenare fra i maschi e nel settore femminile?
“Per me è un secondo ritorno al femminile dopo le esperienze alle giovanili della Mens Sana ed al Costone maschile; devo ringraziare il presidente della Asd Costone, Emanuele Montomoli ed il suo direttivo, per avermi dato la possibilità di ripartire subito e la presidente del Adpf Costone Stefania Paciotti per avermi offerto questa nuova possibilità. Le differenze maggiori, chiaramente, si notano nella velocità di esecuzione del gioco e nella fisicità, mentre la parte tecnica ed atletica viene curata nei minimi dettagli, sia nel maschile nel femminile, così come analogo è il modo di preparare le partite e la gestione del gruppo. In generale, dobbiamo investire ancora di più nel basket femminile fin dal minibasket perché ci sono importanti segnali di crescita e sviluppo di tutto il movimento”.
Photocredits: Adpf Costone Siena










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