C’è una squadra tra le altre, magari non tutti lo sanno, che nel vasto panorama cestistico della nostra regione non ha ancora conosciuto l’amaro sapore della sconfitta; si tratta della Virtus Certaldo, capolista in Divisione Regionale 1 e, finora, ha messo insieme una pregevole collana fatta di ben 20 vittorie consecutive, 15 in campionato e 5 in Coppa Toscana, trofeo portato a casa in avvio di 2025 con il trionfo delle “Final Four” di Colle Val d’Elsa.
Il deus ex machina di questo meccanismo perfetto, nella quale ogni ingranaggio è oliato alla perfezione, manco fosse un orologio svizzero, è l’head coach Andrea Crocetti che, d’intesa con il vulcanico patron Luciano Signorini, ha costruito una squadra apparsa, in questa prima parte della stagione, irresistibile.
Crocetti, autentico maestro della difesa, tanto che la sua squadra è quella che ha subito meno punti dell’intero campionato, si è aperto ai microfoni di Toscana Basket World Life in questa interessante intervista.
La sua squadra sta disputando un campionato eccezionale fatto di sole vittorie, qual è il vostro segreto?
“Intanto grazie dei complimenti. Non c’è nessun segreto, solo un gruppo di ragazzi di grande qualità, compatto e unito dove ognuno offre il suo contributo e capisce che è un fattore importante all’interno della squadra. A questo si aggiungono, da parte di tutti, serietà e impegno massimo durante la settimana. Ovviamente, per mettere insieme una serie positiva di questo genere, c’è voluto anche un pizzico di fortuna, altrimenti 20 risultati utili consecutivi, tra campionato e coppa, non sarebbero arrivati. Inoltre, tengo a precisare, però, che la strada è lunga e la cosa fondamentale, da avere bene in mente, è che dobbiamo tenere sempre alta l’attenzione e la concentrazione”.
In avvio di 2025 avete portato a casa la Coppa Toscana, cosa vi ha lasciato il successo in quella manifestazione?
È stata veramente una grande soddisfazione per tutta la società. Era un trofeo che ci mancava e portarlo a casa è stato un grande traguardo. Le “Final Four” sono state due partite difficili, specialmente la finale, nella quale abbiamo incontrato i padroni di Valdelsa, che è una squadra davvero temibile. Ci tengo a ringraziare tutte le persone che erano a Colle Val d’Elsa (la sede delle final four n.d.r.) a sostenerci e a gioire con noi”.
Siete una squadra che ha nella difesa il suo tratto distintivo, come si fa a convincere i propri giocatori a difendere sempre alla morte?
“Da parte mia e del mio assistente poniamo particolare attenzione all’aspetto difensivo, sia individuale sia come organizzazione di squadra e su questi aspetti lavoriamo tanto durante gli allenamenti. Poi, ovviamente, aiuta molto l’attitudine che hanno i giocatori. Nel comporre questo gruppo mi è stata d’aiuto la società che ha avallato le mie idee su come costruire questa squadra e che durante l’estate ha lavorato per inserire giocatori adatti a questo tipo di pallacanestro”.
Quanto è difficile, per un allenatore, a queste latitudini, fare coesistere gli impegni lavorativi, propri e dei giocatori, e quelli in palestra?
“Sicuramente è impegnativo, ma la passione è una spinta talmente forte che non è mai un peso. Ovviamente ho intorno persone che mi sono di grosso supporto, in primis mia moglie, che mi supporta sempre e mi aiuta. Poi, per riuscire a far convivere lavoro, famiglia e basket ci vuole impegno, tante notti nelle quali dormo poco e preparo i prossimi impegni, guardo partite (di ogni genere e categoria), organizzo la settimana e gli allenamenti”.
A Certaldo c’è grande passione per il Basket, sente la responsabilità di riuscire a centrare la promozione
“Più che altro sento la responsabilità di far bene che non vuole dire vincere, ma far crescere i nostri ragazzi, il movimento cestistico certaldese e portare più persone dentro al palazzetto. La società in questo non mette nessuna pressione e non ha dato obiettivi, ma ci sprona solo a fare sempre meglio per vincere il più possibile, che non è poi così scontato per una piccola realtà come la nostra. Poi, ovviamente, faccio l’allenatore e mi piace vincere e se perdo mi girano le scatole, ma niente pressione al riguardo”.
Il girone di andata ha certificato la vostra attuale superiorità, secondo lei quali sono le squadre che più possono infastidirvi?
“Sinceramente il campionato quest’anno è di un ottimo livello, con tante ottime squadre, e lo dimostra anche la classifica molto corta, soprattutto nelle squadre che gravitano dal terzo al decimo posto. Ci sono tante compagini che giocano una buona pallacanestro e che hanno ottimi giocatori: Poggibonsi, Valbisenzio, Asciano, Colle Val d’Elsa e Monteroni, solo per citarne alcune. Per adesso i miei ragazzi sono stati super, ma ogni domenica è una battaglia e non è mai scontato portare a casa il risultato”
Voi avete una proprietà, nella persona del patron Luciano Signorini, molto presente, quanto è importante avere una società solida alle spalle?
“Dire che è fondamentale; Luciano è la pallacanestro a Certaldo da anni e senza di lui sarebbe impossibile fare quello che stiamo facendo. Anche per la squadra avere una persona come Luciano che è sempre presente (anche agli allenamenti), che tiene ai suoi ragazzi, che li sprona quotidianamente a vincere e fare bene, rappresenta una spinta ulteriore. Per me è una figura fondamentale nella società, con la quale ci sentiamo ogni giorno, e con cui posso condividere ogni problematica o ogni mia idea; inoltre, da parte sua, sento sempre una grande fiducia e stima, indipendentemente dai risultati. Per questo mi sento di rivolgergli un ringraziamento speciale perché ha creduto in me anche quando ero un allenatore alla prima esperienza e mi ha affidato la panchina senza mai aver dubbi sulla scelta fatta”.










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