Ormai dimenticate le ansie della passata stagione, con la salvezza agganciata soltanto in un emozionante playout contro la Elachem Vigevano, la Libertas Livorno ha scelto in estate di cambiare la guida tecnica. Al posto di Di Carlo, che in corso d’opera aveva preso il posto del tecnico dello storico ritorno in A2 Marco Andreazza, ecco il livornese doc Andrea Diana, nelle ultime due stagioni a Trapani, prima come head coach della promozione nell’Olimpo del basket italiano e poi come vice di Jasmin Repesa.
Ad un allenatore così importante la società ha cercato in ogni modo di consegnare un roster altrettanto importante, riuscendo nell’intento. Sono, infatti, arrivati tre giocatori freschi di promozione in LBA con Cantù e non certo con un ruolo da comprimari, in primis il playmaker Fabio Valentini, a 26 anni nel pieno della sua carriera, reduce da un’annata canturina da 7,3 punti in 21’ di utilizzo. Dalla Brianza arrivano anche l’ala Matteo Piccoli, classe 1995, (4.4 punti e 2,5 rimbalzi in 21’ sul parquet) ed il roccioso lungo Luca Possamai, che in terra brianzola ha prodotto 5,4 punti e 4 rimbalzi in 14’.
Un terzetto che sa come si vince e va ad integrarsi ad un altro terzetto, quello dei confermati, composto dall’espertissimo centro Tommaso Fantoni, 40 anni e non sentirli, reduce da un campionato in cui ha regalato tanta sostanza sotto le plance, dall’altro veterano Ariel Filloy, uno in grado, se in giornata, di spaccare le partite, e dalla dinamica ala Luca Tozzi.
Un pacchetto di italiani niente affatto male, nel quali si inseriscono alla perfezione la guardia/ala Nicolò Filoni, reduce sì dalla retrocessione in B Nazionale con la Assigeco Piacenza, ma abituato a questi palcoscenici, ed il play Isotta. Lo svizzero arriva dalla Serie B Nazionale, dove ha conquistato la promozione con Ruvo di Puglia e sarà l’alter ego di Valentini, con il compito di regalare energia ed un pizzico di imprevedibilità alla manovra amaranto.
Accanto agli otto tricolori, tutti in grado di rimanere a lungo sul parquet in un campionato così competitivo, ecco la coppia di stranieri, composta dagli esperti Avery Woodson e Matthew Tiby, entrambi già visti nel campionato italiano. Woodson è il classico giocatore con tanti punti nelle mani, come raccontano i 18 ad allacciata di scarpe realizzati nella passata stagione con la casacca di Nardò, tra l’altro tirando con il 46% da tre punti ed il 56 da due.
Se Woodson è il classico giocatore tutto bollicine, in grado anche di infiammare il pubblico, il collega Tiby è la personificazione cestistica della parola concretezza. Classe 1992, 203 centimetri, è uno di quei giocatori che poco si vedono ma tanto si sentono, tanto amati dagli allenatori. Autentico giramondo, nella passata stagione era in Ungheria, al Falco Szombathely dove nelle ultime tra stagioni ha portato a casa due titoli nazionali ed altrettante Coppe.
In definitiva, almeno sulla carta la Libertas ha fatto un importante upgrade, a livello di roster, rispetto alla passata stagione, che fa prevedere una stagione senza troppi patemi di classifica, magari strizzando l’occhio alle posizioni che regalano l’accesso al Play-In, senza trascurare un eventuale inserimento, difficile ma non impossibile, tra le prime 7, con annessa qualificazione diretta ai playoff.
Photocredits: Paola Licheri









