Questa settimana la copertina non è per una vittoria, bensì per lo stop della Fabo Herons Montecatini, in casa contro Salerno, che certifica la crisi della compagine di Federico Barsotti. Quella contro i campani, non certo una tra le più squadre attrezzate del torneo, è la terza sconfitta consecutiva degli “Aironi”, arrivata al termine di 40’ nel quale la voglia di lottare e di gettare il cuore oltre gli ostacoli, leggi pesanti assenze di Adrian Chiera e Giorgio Sgobba e Natali a mezzo servizio, si è vista soltanto a tratti.

I termali stanno sotto per quasi tutta la partita, sia pure con uno svantaggio di pochi punti, ma cedono nel finale, pagando la pessima prestazione in attacco, ben raccontata dai soli 63 punti segnati, di cui appena 29 nel secondo tempo. Alla fine, coach Barsotti si prende tutte le responsabilità di questo momento nero, dopo una sconfitta che fa scivolare la Fabo al settimo posto, fuori dalla zona che regala l’accesso diretto ai playoff. Urge ripartire, e farlo in fretta. In una partita negativa, da salvare l’ottima prova di Klyuchnyk, top scorer dei suoi con 18 punti, frutto di un bel 8/15 al tiro.

Versa lacrime amare anche l’altra termale, la T Gema Montecatini che esce con le ossa rotte dalla trasferta sul parquet della capolista Liofilchem Roseto. Eppure, la partita era iniziata sotto i migliori auspici, con la compagine di Del Re avanti di 11 nel corso del primo periodo; un vantaggio che però si rivela il classico fuoco di paglia, con Roseto brava a stampare un parziale di 15-1 che rimette le cose a poste, Roseto chiude infatti il primo quarto avanti di quattro lunghezze, sul 21-17, poi lievitato nel 42-36 dell’intervallo lungo.

Roseto avanti, dunque, ma Gema in partita, Gema che però smarrisce la tramontana nel secondo tempo, nel quale la truppa di Gramenzi stampa un parziale di 43-22 che vale il netto +29 e la conferma a indiscussa regina del torneo. La T Gema paga la stanchezza per i tre impegni settimanali e la diversa percentuale nel tiro da lontano, ma rimane comunque da sola al secondo posto. Tra i singoli, delude Chiarini, solo 5 punti con 2/7 dal campo, bene Acunzo, 15 in 21’ di utilizzo, e Bedin, 13 con 6/6 al tiro.

Dello stop dei termali approfitta la Toscana Legno Pielle Livorno, agevolmente a dama contro il fanalino del torneo, la NPC Rieti, al sesto stop consecutivo. Per la compagine di Campanella, invece, è il secondo squillo di fila, che vale l’aggancio al gradino più basso del podio, a braccetto della Crifo WInes Ruvo di Puglia. I labronici giocano una ottima partita in attacco, tirando con percentuali elevate: la Triglia che schiaccia chiude con 16/25 da due (64%) e 13/26 da oltre l’arco, al termine di una partita indirizzata già dal 32-20 del primo quarto e mai messa in discussione dai laziali che pure hanno avuto il merito di non arrendersi mai. Tra i labronici sontuoso il primo tempo di Mattia Venucci, autore di 28 punti in 15’ di utilizzo con 8/10 dal campo, di cui 6/8 da tre punti. Alla fine, il numero 11 ne mette 32, unico in doppia cifra dei suoi, che hanno 9 punti da Cepic e Paesano, in altrettanti minuti di utilizzo.

Oltre alla Pielle, c’è un’altra toscana che naviga con i bioritmi al top, si tratta della Umana San Giobbe Chiusi arrivata alla quinta vittoria consecutiva, miglior serie positiva del torneo. Questa settimana i biancorossi di Zanco colgono il sesto successo esterno del loro campionato; lo fanno sul non facile parquet di Jesi, al termine di 40’ davvero ben giocati. I Bulls archiviano la pratica marchigiana senza dannarsi troppo l’anima, nonostante un blackout di oltre sette minuti nel periodo finale, grazie ad una superba prova difensiva, appena 56 i punti concessi a Jesi, ed alla evidente superiorità sotto le plance, dove Rasio, in doppia doppia da 11 punti e 12 rimbalzi, e compagni strappano ben 17 rebounds in più dei rivali. Chiusi la indirizza già nel primo tempo, chiuso avanti 38-25, per poi inserire il pilota automatico ed allungare a sei la striscia di vittorie consecutive. Nei biancorossi bella prova del play Raffaelli, 17 con 5/8 al tiro e Renzi, 17 con 7/15 dal campo e 9 rimbalzi.

Se Chiusi sorride a trentadue denti continua la crisi della Solbat Piombino, arrivata al quinto stop di fila. Stavolta la sconfitta arriva per mano di una diretta concorrente per la salvezza, San Severo, secondo scontro diretto casalingo fallito dalla compagine del Golfo dopo quello di domenica scorsa con Cassino. La compagine di Lorenzo Formica paga il pessimo primo quarto, nel quale incassa la bellezza di 30 punti che valgono il +11 pugliese, poi lievitato fino al +12 dell’intervallo lungo. Al rientro, la Solbat prova la rimonta, arriva fino al -5, ma poi deve lasciare campo libero agli ospiti, per la settima sconfitta casalinga per Piombino, troppe per una compagine che al “Palatenda” negli ultimi anni aveva costruito i suoi ottimi campionati.

Con questo stop, De Zardo e compagni scivolano, sia pure in ampia coabitazione, al terzultimo posto, urge tornare quanto prima a far punti. Piombino paga la netta inferiorità sotto le plance ed il pessimo 1/11 da oltre l’arco, dati che sterilizzano le buone prove di Cartaino, 19 con 9/15 al tiro, Onojaife (15) e De Zardo (14).

Photocredits: Basket Golfo Piombino

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here