Giornata favorevole alla T Gema Montecatini, quella appena andata in archivio, con la compagine di Marco Del Re che rimane solitaria al secondo posto, di platino perché consente la qualificazione alle “Final” di Coppa Italia.

I termali espugnano il parquet della Ristopro Fabriano, vendicando così l’eliminazione nei quarti dei playoff della scorsa stagione. Un successo costato tanta fatica, arrivato solo nel finale, con il brivido del tiro del possibile pareggio scagliato da Raucci proprio sulla sirena finale, dopo che Chiarini e Toscano, nel quarto finale, avevano preso per mano i termali, bravi a capitalizzare, seppure di misura, la netta superiorità a rimbalzo, con 15 rimbalzi catturati in più dei rivali e ben 20 offensivi.

Con questo successo, la T Gema rimane, come detto, da sola al secondo posto ed è, in chiave Coppa Italia, padrona del proprio destino. Vincendo le prossime due, in casa con Piombino ed a Sant’Antimo, il passaporto per le “Final” è vidimato. Tra i singoli, 16 di Chiarini, con 6/16 dal campo, ed 11 di Burini (4/10), unici due in doppia cifra nella compagine guidata da Marco Del Re.

Per una squadra termale che sorride a trentadue denti, un’altra che invece deve accusare l’ennesimo stop contro squadre di alta classifica. Stiamo parlando della Fabo Herons Montecatini, sconfitta nella Capitale per mano della Luiss Roma, che torna così alla vittoria agganciando gli “Aironi” a quota 22. La compagine di Barsotti, priva di capitan Natali e Mastrangelo, non due qualunque, non riesce ad espugnare il “PalaTiziano” dove nove mesi fa i termali raggiunsero il punto più alto della loro storia, con la conquista della Coppa Italia di categoria.

Eppure, non sono mancate le occasioni, in una partita caratterizzata dal predominio delle due difese e dalle scarse percentuali della Fabo, che pure era partita bene, chiudendo il primo periodo avanti di 10, sul 19-9. Poteva essere l’inizio di un volo trionfale, invece la Luiss ha rimesso le cose a posto con il 23-11 del secondo periodo. Al rientro dagli spogliatoi la partita fila via sui binari di un grande equilibrio, spezzato solo nei minuti finali a favore dei capitolini. In una giornata dalle basse percentuali (40% da due e 30 da oltre l’arco), nei termali da segnalare i 14 di Chiera, con 4/8 nelle triple e la doppia doppia, da 11 punti e 12 rimbalzi, di Arrigoni.

La sconfitta nella Capitale costa alla compagine di Federico Barsotti l’aggancio anche da parte della Toscana Legno Pielle Livorno che aveva battezzato il turno già venerdì sera, nella gara casalinga contro il fanalino di coda Virtus Cassino. Nonostante le assenze di Zahariev, ormai ad un passo dal taglio, e Leonzio, tenuto prudenzialmente a riposo per un problema muscolare, la Pielle gioca la solita partita di sostanza, magari non bella a vedersi, ma di sicuro affidamento agganciando la terza vittoria consecutiva con la solita grande difesa, non a caso la meno perforata del campionato.

I laziali, infatti, segnano soltanto 64 punti, con appena il 41% dall’arco. Non che la Pielle faccia meglio (40% complessivo), ma i ragazzi di Campanella hanno il merito di saper soffrire e di accelerare nei 5’ finali, nei quali stampano il decisivo parziale di 16-8. Due punti importanti, per i labronici, arrampicatisi fino al terzo posto in classifica. In una giornata nella quale i labronici vincono la sfida a rimbalzo, i migliori marcatori arrivano dal backcourt, con 23 di Bonacini (8/13 dal campo) e 12 di Venucci, protagonista di due bombe nel momento topico del confronto.

Oltre alla Pielle c’è anche un’altra compagine livornese, sia pure della provincia, che esce bene dal turno, la Solbat Piombino. La compagine di Signorelli, infatti, riscatta come meglio non avrebbe potuto le due recenti sconfitte casalinghe espugnando il parquet della NPC Rieti, che pure arrivava al confronto galvanizzata dalla vittoria dell’ultimo turno. La partita si snoda sui binari di una parità quasi perfetta per i primi tre quarti, non a caso chiudi sul 69-69, poi la compagine del Golfo sgomma nel periodo finale, nel quale segna 28 punti, concedendone appena 15 alla compagine di Paternoster.

È lo strappo decisivo, che regala ai toscani due punti d’oro per il proseguo del torneo. In una serata nella quale Piombino vince la lotta sotto le plance, catturando sette rimbalzi in più dei rivali, determinante il 62% nel tiro da due, ed i cinque uomini in doppia cifra, tra i quali spiccano i 21 di Lorenzo De Zardo, con 7/10 dal campo ed il gustoso contorno di 12 rimbalzi, per una doppia doppia da urlo.

Se Piombino trascorrerà così il Natale con il sorriso stampato sulle labbra, altrettanto non può dirsi per la Umana San Giobbe Chiusi; i rossoblu, infatti, non riescono a dar seguito alla bella vittoria della settimana scorsa, nel derby del Granducato contro Piombino, e devono arrendersi alla voglia di riscatto della LDR Power Salerno, che pure si approcciava al confronto reduce da cinque stop di fila. I Bulls se la giocano fino alla sirena finale, ma alla fine devono arrendersi ai campani, con il punteggio di 78-74, dopo aver recuperato anche uno svantaggio, in avvio di secondo tempo, di nove lunghezze. Peccato, perché le premesse per un colpaccio, che avrebbe stato importante per la classifica c’erano tutte ed invece a Zanco, espulso nel corso del match per un doppio tecnico, non bastano i cinque uomini in doppia cifra, con Raffaelli (5/14 al tiro) e Ceparano (6/7) a quota 12.

Photocredits: Marco Teatini

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