In una giornata non certo da tramandare ai posteri per le cinque toscane partecipanti al campionato di Serie B, soltanto due delle quali vincenti, i riflettori spettano tutti alla Umana San Giobbe Chiusi, la squadra di gran lunga più in forma del torneo.

I biancorossi di Nicolas Zanco, infatti, allungano a nove la serie di vittorie consecutive, costringendo allo stop una delle compagini più accreditate del torneo, la Virtus Roma, da qualche settimana affidata a Marco Calvani. Chiusi è brava a non darsi per vinta quando i romani volano al +15 e chiudono il terzo periodo sul +10. Nel quarto finale ecco la riscossa biancorossa, con le sembianze di un parziale di 27-7, che sposta la bilancia del confronto dalle parti di Chiusi. A fare la differenza, le diverse percentuali da lontano: 9/27 Chiusi, 3/16 la Virtus. Zanco porta quattro uomini in doppia cifra, con Renzi a 19, in 28’ di utilizzo, con un super 4/5 da tre punti, e 9 rimbalzi, e Gravaghi a 17, in 18’ sul parquet, con 7/15 dal campo.

L’altra toscana uscita sorridente dal turno è la Fabo Herons Montecatini, al secondo olè di fila. Gli “Aironi” battono Chieti, già paga dell’aver evitato, in zona più che Cesarini, l’esclusione dal torneo. Montecatini stenta solo nel primo quarto, comunque chiuso avanti di tre, e poi spacca la partita con il 45-22 dei due periodi centrali, fatto di buone percentuali in attacco e tanta difesa, che costringe i teatini ad un pessimo 19/58 dal campo. Nei termali oltre ai 19 di Giorgio Sgobba, che mette tutte le quattro triple tentate, bell’esordio del lituano Kupstas, autore di 16 punti in 29’ di utilizzo, con 4/9 nelle triple. Da segnalare l’esclusione di Klyuchnyk, ormai fuori dal progetto di Barsotti e destinato, probabilmente, ad essere ceduto.

Se la Fabo si gode il secondo successo di fila, chi versa lacrime amare è la T Tecnica Gema Montecatini; vero che i termali rimangono da soli al secondo posto, ma la sconfitta a Ravenna, sul parquet della Orasì, è di quelle che fa male. I termali rimangono per tutta la partita a contatto dei padroni di casa ma non riescono, come invece successo spesso in questo campionato, a portarla a casa nel decisivo sprint finale, zavorrati dalle mani gelide al tiro. La truppa di Del Re chiude con 14/32 da 2 e 6/28 da oltre l’arco, troppo poco per sperare di arpionare i due punti, oltretutto sbagliando 12 liberi dei 26 tentati. Nei toscani, si salva Bedin, autore di 13 punti in 12’ di utilizzo, mentre Toscano ne mette 12, ma con 3/12 dal campo, e Chiarini chiude con un incredibile 0/8.

Tra le toscane, però, la squadra che esce peggio dal turno è sicuramente la Toscana Legno Pielle Livorno; dopo le sconfitte con Fabriano e Piombino, ci si aspettava una reazione nella trasferta di Jesi; invece, i labronici sono incappati nel terzo stop di fila, ed a questo punto parlare di crisi non è certo sbagliato. La Pielle affonda nei due periodi centrali, nei quali incassa un parziale di 59-36, quasi incredibile per una squadra che ha nella grande difesa il proprio tratto distintivo. A poco vale, se non ad aumentare i rimpianti, il tentativo di rimonta nel periodo finale. La Pielle paga il pessimo 10/31 da due punti e la mano calda dei tiratori di Jesi, che mettono 15 delle 28 triple tentate. Tra i singoli, si rivede Leonzio, 14 con 4/9 dal campo, 13 di Venucci (3/9) e 12 di Donzelli (4/7).

Saluti con l’unica sconfitta di una toscana che rientrava nella logica delle cose, quella della Solbat Piombino al cospetto della inarrivabile capolista Liofilchem Roseto. Gli abruzzesi allungano già nel primo quarto, per poi blindare definitivamente i due punti con il 30-11 del terzo periodo, che rende una formalità i 10’ conclusivi. Non era certo questa la partita per cercare i punti salvezza per Piombino, che alla fine concede spazio a tutto il roster ed ha 10 punti da Frattoni, con 4/12 al tiro, unico in doppia cifra nella compagine di Lorenzo Formica.

Photocredits: San Giobbe Basket

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