Il ChurchGame (Church League), campionato di streetball di Pisa e dintorni, è giunto nello scorso week end al giro di boa di questa stagione.

Pur essendo solo a metà del suo percorso si può dire che l’edizione in fase di svolgimento sia un successo per varie ragioni: innanzitutto per il numero mai così alto di squadre partecipanti (ben venti) e in secondo luogo per il seguito di spettatori e followers che ha raggiunto questa lega indipendente sorta nell’ormai lontano 2015.

Atlete e atleti di tutte le fasce di età e categoria già da due mesi stanno giocando insieme sul linoleum della tensostruttura di via Sartori in attesa che le temperature più miti consentano di spotarsi outdoor al playground adiacente la chiesa di Ghezzano e a cui il C.G. stesso deve il nome.

La formula del torneo prevede i classici gironi di andata e ritorno seguiti dalle series dei play-off. Al momento la classifica vede in testa i “GuessWhosBack” e i “Cucadores”, tallonate da “Livorno3x3” e “Rinders”, tutte formazioni che possono contare su elementi di esperienza, alcuni dei quali impegnati parallelamente in campionati di basket di buon livello.

Molto aperta resta la corsa ai play-off dove tutto il gruppone delle altre squadre può ambire alla seconda fase in virtù della formula del torneo.

Col passare degli anni la manifestazione si è arricchita, non solo di profili social con foto e immagini delle gare, ma anche di attività extra come l’all star game di metà stagione, lo spin off del ball training dove si svolgono allenamenti mirati e varie iniziative estive alcune delle quali in collaborazione con la Palestra Popolare la Fontina. Non mancano nemmeno momenti di aggregazione “a gioco fermo” come proiezione di film e altri momenti dedicati alla cultura di strada.

Un dato curioso riguarda la funesta stagione 2020-21 quando tutti gli atleti dilettanti, amatori e giovanili si sono ritrovati senza le tradizionali attività che vanno da autunno a primavera a causa dello stop ai campionati per la pandemia di covid: per moltissimi di loro l’insolita edizione estiva del ChurchGame fu l’unico evento cestistico strutturato della stagione.

C’è un appassionato, Giovanni Azzolini, il quale assieme a un gruppo ristretto di amici ha creduto nelle potenzialità dello streetball a Pisa fin dal 2015. Con lui abbiamo fatto il punto sulla situazione di questo movimento nella città della Torre pendente.

Partiamo da una domanda generale e scontata: cos’è per te lo streetball?
“Premetto che all’interno dello staff stesso ci sono diverse interpretazioni di questo sport, quindi rispondo a titolo strettamente personale. Lo streetball per me è principalmente socialità, inclusione e aggregazione, essendo nato per la strada non potrebbe che essere così. Al suo interno poi ci sono alcuni aspetti che riguardano il modo di giocare che lo differenziano dal basket tradizionale o dal 3×3 FIBA e che riguardano le regole mirate a salvaguardare la spettacolarità del gioco. Noi non a caso giochiamo con le regole del campino e siamo totalmente autogestiti, compreso l’arbitraggio”

Cosa ti ha fatto capire le potenzialità di un movimento del genere nella Città di Pisa?

Il Pisa Streetball Movement non è un alter ego del ChurchGame ma in senso generale una comunità di persone che giocano sul cemento dei campini di Pisa, da chi frequenta più assiduamente a chi viene poche volte e basta, a prescindere quindi dalla partecipazione a eventi organizzati tipo il CG. Le potenzialità di questa cosa ancora non le abbiamo capito bene, l’unico modo per avere una proporzione attuale dei suoi membri è il nostro gruppo whatsapp che ormai conta duecentottanta persone ma potrebbero in futuro diventare molte di più

Nel 2015 avevi già in mente l’obiettivo di un torneo strutturato come una “full season”?
“Le sembianze attuali del CG sono state assunte nel novembre del 2018, avevo fortunatamente al mio fianco delle persone valorose che mi hanno aiutato da questo punto di vista a rendere possibile questo tipo di formula. Alcuni membri dello staff originale sono andati via ma poi c’è stato anche un buon ricambio generazionale”

Come organizzatori avete dei rapporti con responsabili di altri 3×3?
“In molti casi non ne abbiamo per scelta. Non ci piace che la nostra attività venga confusa con i 3×3 FIBA, FIP, ecc. che sono slegati dalla realtà di strada di ogni giorno. Talvolta ne abbiamo ma solo con realtà locali che hanno la nostra stessa visione del movimento

Ultimamente avete anche affrontato delle “trasferte”, cosa puoi dirci di più?
“Sì, ne facciamo diverse all’anno. Recentemente siamo stati a Milano dove c’è mggiore tradizione del basket di strada (a metà gennaio abbiamo trovato a giocare trenta persone al campino) e lo facciamo per curiosità nostra e per studiare altre realtà da cui prendere spunto. In altre occasioni semplicemente andiamo a trovare nostri amici che organizzano tornei, è successo ad esempio in altre zone della Toscana e nelle Marche”.

Quali sono gli obiettivi futuri del CG?

“Collegandomi alla domanda precedente, uno degli obiettivi potrebbe essere “esportare” il nostro modello in altre Regioni. Vorremmo uscire dalla comfort zone che ci siamo creati a Pisa per proporre una versione del CG in salsa campana, laziale, piemontese ecc. Tornando a Pisa per questa estate abbiamo in mente di fare due tornei diversi di breve durata, non delle vere e propria Summer League ma qualcosa di più accessibile anche a chi viene da altre province e non può viaggiare troppe volte in un periodo dell’anno particolare come quello di giugno.

L’obiettivo nel futuro più lontano potrebbe essere anche avere anche uno spazio tutto nostro per le nostre attività che ci consentirebbe di non dover dipendere da altri che ci affittano la palestra, premesso che vorremmo continuare a mantenere quantomeno il campo della chiesa di Ghezzano che ci è sempre stato concesso dal parroco Don Alessio che è un nostro grande sostenitore“

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