Ci sono gruppi che raggiungono il risultato attraverso un innato talento, altri che lo fanno dopo un percorso fatto di miglioramento, partita dopo partita, campionato dopo campionato, stagione dopo stagione. Esattamente il caso dell’Under 15 Regionale della Libertas Liburnia Livorno, che proprio alzando il proprio livello anno dopo anno è arrivata sul tetto della nostra regione.
Un gruppo, quello che si è meritato il titolo, il cui percorso è iniziato quattro anni fa, nella categoria esordienti, con tante sconfitte e poche soddisfazioni, ma anche con tanta voglia di migliorare. Proprio la voglia di migliorare, unita al fatto di essere un gruppo coeso e granitico, è stato il valore aggiunto dei gialloblu labronici; allenamento dopo allenamento, la squadra ha innalzato l’asticella del rendimento, attraverso un duro lavoro coronato nella splendida stagione appena andata in archivio.
Infatti, i ragazzi di coach Referendario hanno disputato una stagione da circoletto rosso, fatta di tante vittorie ed una sola sconfitta, nella terza fase contro i “cugini” dell’U.S. Livorno, culminata con il trofeo conquistato nelle Final Four dello scorso fine settimana a Follonica. Nella ridente cittadina balneare della provincia grossetana, infatti, i gialloblu hanno prima regolato, al termine di un confronto al cardiopalma, la Scuola Basket Arezzo, per 66-64, al termine di un confronto, peraltro, quasi sempre condotto dai labronici.
Il successo sugli amaranto aretini ha regalato il prezioso pass per la finalissima, avversari i padroni di casa del Follonica, bravi a regolare nell’altra semifinale il D.L.F. Firenze, per 73-65. Nonostante giocassero in trasferta, i ragazzi di coach Referendario hanno coronato il sogno del titolo, portando a casa la vittoria, con il punteggio di 60-43, al termine di un match nel quale i gialloblu sono sempre stati avanti, per poi dare la spallata decisiva in avvio del periodo conclusivo, per poi condurre con merito fino alla sirena finale, che ha fatto partire i festeggiamenti per un titolo che viene da lontano ed è frutto del duro lavoro di anni.
Le parole di Andrea Referendario, coach Libertas Liburnia Under 15
“Nel mondo tutto social di oggi, per i ragazzi non è facile”, va oltre il titolo appena conquistato il tecnico dell’Under 15 della Libertas Liburnia Livorno, che analizza così la stagione appena trascorsa:
“È stata una stagione dura, sia fisicamente che mentalmente. I ragazzi della formazione Under 15 non solo hanno affrontato il loro campionato, ma hanno anche supportato gli Under 17 nel loro torneo, superando anche le difficoltà della scuola essendo al primo e al secondo anno delle scuole superiori. È difficile essere adolescenti oggi, con la pressione sociale di apparire, di dover vincere sempre ed essere i più bravi.
Non nego che abbiamo puntato a vincere, abbiamo stabilito insieme questo obiettivo, ma soprattutto volevamo imparare a superare le difficoltà: giocare contro avversari più grandi, studiare e allenarsi insieme, non mollare dopo una brutta partita o una sconfitta pesante.
L’idea era chiara: divertiamoci, facciamo le cose semplici e facciamole bene. Seguendo questa strada sono arrivati i risultati: prima abbiamo imparato a giocare di squadra, poi abbiamo vinto il campionato Under 15. Una vittoria che è merito di tutti i ragazzi, dello staff che li ha aiutati e delle famiglie che hanno creduto nelle idee proposte”.
Le parole dei due capitani, Francesco Candelaria e Emiliano Magliozzi
Dalle parole di Francesco Candelaria ed Emiliano Magliozzi, i due capitani dell’Under 15, traspare grande orgoglio per la conquista del titolo, traguardo conquistato attraverso il duro lavoro:
“Siamo molto orgogliosi di questo traguardo, un traguardo che abbiamo ottenuto lavorando ogni settimana in palestra, tutti insieme con la compagnia dei ragazzi dell’Under 17 e, nell’ultimo periodo, con quelli della UISP. Siamo cresciuti tutti quanti; all’inizio dell’anno ci siamo imposti l’obiettivo di arrivare alle finali, ma lavorando tanto siamo arrivati addirittura a vincere il campionato. Ci abbiamo creduto tutti fin dall’inizio, ci sono stati belli e brutti momenti tra di noi, ma proprio i momenti brutti ci hanno fatto crescere e ci hanno fatto capire il vero valore di “squadra”.
Il rapporto tra noi è un qualcosa di meraviglioso, le persone esterne ci vedono solo sul parquet ma noi siamo più che semplici compagni di squadra. Ovviamente il merito è stato soprattutto dei coach, che hanno lavorato tanto per noi e hanno portato lo spirito che ci voleva per questa squadra, e inoltre quello di Sara che ha portato grinta e sicurezza nella panchina, ha pulito le lacrime di chi stava per mollare, ha sostenuto chi non si sentiva in grado di lottare. Insomma è considerata la “mamma” della squadra perché ci ha visto crescere e non se n’è mai andata.
Ricevere la medaglia di campioni toscani ci ha regalato sensazioni uniche, è stato un traguardo ottenuto attraverso tanti sacrifici da una squadra che noi capitani non smetteremo mai di incitare, guidare, aiutare ed osservare”.









