Nei due anni trascorsi alla guida di Spezia, coach Andrea Scocchera ha fatto decine di migliaia di chilometri, facendo la spola tra le bella cittadina ligure e Livorno, dove risiede. Tanti chilometri premiati con due annate straordinarie, con i liguri prima portati in Serie B, categoria dalla quale Spezia mancava da ben 41 anni e poi ad un passo dai playoff, nonostante un’annata ricca di problemi ed infortuni, sfumati soltanto nell’ultima giornata della seconda fase.
Adesso la bella storia tra il figlio d’arte, suo padre Mimmo fu giocatore anche della Pielle Livorno, e la società presieduta da patron Caluri è arrivata ai saluti, per la scelta ligure di affidarsi ad un allenatore professionista, in grado di guidare contemporaneamente la prima squadra e la rappresentativa Under 19, doppio compito impossibile da svolgere per il buon Andrea per motivi lavorativi.
La separazione, pur non indolore, è avvenuta comunque dopo due anni ricchi di successi, destinati a rimanere scolpiti in maniera indelebile sia nella mente di coach Scocchera, alla ricerca di una nuova panchina, che in quella della società spezzina. Al riguardo abbiamo ascoltato le impressioni del tecnico e del Direttore Sportivo, Maurizio Caluri.
Le parole di Andrea Scocchera
Le parole di Andrea Scocchera ai nostri microfoni lasciano trapelare un briciolo di rammarico per la decisione della società, ma anche tanto orgoglio e soddisfazione per gli ottimi risultati raggiunti, nell’attesa della fatidica telefonata giusta per tornare in panchina, possibilmente alla guida di una società con programma ambiziosi.
Dopo due anni si conclude il bel matrimonio con Spezia, caratterizzato da ottimi risultati, quali sono le motivazioni della separazione?
“Si conclude una bellissima esperienza durata due anni, nei quali ci siamo molto divertiti e con grandi risultati. Si conclude con un po’ di malincuore; a gennaio mi era stato proposto il rinnovo, e lì avevo fatto la richiesta di fare un passo verso il professionismo anche a livello di orari di allenamento, purtroppo legati alla disponibilità del palazzetto e la cosa era rimasta in standby. Poi, all’inizio della seconda fase, la società ha avuto l’idea di far allenare al coach della prima squadra anche la formazione Under 19 e lì le nostre strade hanno dovuto giocoforza separarsi. Infatti, nonostante avessi dato la mia disponibilità anche per un maggior ventaglio di orari, non avevo proprio la possibilità di guidare due squadre, vista la lontananza di Spezia dal mio luogo di residenza, che è Livorno. Voglio comunque ringraziare la famiglia Caluri che, a prescindere da tutto, mi ha dato la possibilità di vivere due anni stupendi, nei quali abbiamo vinto insieme, e di questo li ringrazierò a vita”.
Lei, in questa stagione, ha proposto un basket sempre spumeggiante e votato all’offensiva, è proprio questa la sua idea di basket?
“Innanzitutto ringrazio per il complimento, ma in generale per vincere le partite, e soprattutto i campionati, serve una difesa molto solida, un aspetto che in questa stagione, sia per le caratteristiche del roster sia per i problemi che abbiamo avuto, siamo riusciti ad avere solo in parte. Questo è l’unico cruccio che abbiamo, relativamente alla passata stagione”.
In questa stagione Spezia da matricola, è andata ad un passo dai playoff, è soddisfatto del cammino della sua squadra?
“Siamo assolutamente soddisfatti della nostra annata, una bella torta alla quale è solo mancata la ciliegina della qualificazione ai playoff, sfumata all’ultima giornata. I miei ragazzi hanno dato tutto quello che potevano, sia pur tra qualche inconveniente, come l’uscita di Gaspani e l’infortunio prima ed il taglio poi di Rajacic, che ci ha ridotto le rotazioni, nella seconda fase davvero all’osso”.
Presumo qualche telefonata le sia arrivata, ha già un’idea di quello che sarà il suo futuro, non solo in panchina?
“Ci stiamo guardando intorno, assieme a Giacomo Bandieri che dallo scorso anno ha intrapreso l’attività di procuratore. Ci stiamo lavorando, ma è ancora presto ed al momento attuale non c’è ancora niente di concreto”.
Qual è la chiave che una società deve usare per convincerla a sedersi sulla sua panchina?
“Di base siamo aperti a tutto, sia ad una proposta per la guida di una prima squadra che ad una per una eventuale formazione giovanile. Finora ho sempre guidato squadre che giocavamo per vincere, tanto che abbiamo fatto tre finali, vincendone due, portando a casa anche una Coppa Toscana, l’idea di un progetto fatto per vincere il campionato sarebbe stupendo. Detto questo, sono pronto a rimettermi in pista”.
Le parole di Maurizio Caluri, Direttore Sportivo di Spezia
“La nostra società non può che parlare bene di Andrea; stiamo parlando di una persona meravigliosa e di un allenatore che, da esordiente in C Gold, ha riportato Spezia in Serie B dopo la bellezza di 41 anni. Anche nell’anno appena concluso, pur tra mille difficoltà – infortuni di Rajacic e Sakalas su tutti – abbiamo ampiamente centrato l’obiettivo salvezza, sfiorando i playoff. La nostra scelta è dovuta al motivo che noi abbiamo bisogno di una persona che viva a La Spezia e che alleni, oltre alla prima squadra, anche l’Under 19.
Soltanto per questo si è concluso il rapporto con Andrea, un ragazzo con il quale abbiamo legato tantissimo. E’ stata una scelta che abbiamo fatto nell’ottica di far crescere la professionalità del gruppo, avendo come guida un allenatore professionista, pur riconoscendo di aver avuto la massima disponibilità di orario da Andrea, che però non poteva trasferirsi in pianta stabile sul nostro territorio“.
Photocredits: Giacomo Lerici (Spezia Basket Club)









