Altra giornata da incorniciare per il quintetto toscano che partecipa al campionato di Serie B; per la seconda settimana consecutiva, infatti, il pokerissimo del Granducato non conosce la parola sconfitta. Dal sabato, vittoria di Piombino a Crema, al lunedì, colpaccio Pielle a Legnano, il “fil rouge” che accomuna le toscane è quello della vittoria.
L’andatura supersonica delle nostre cinque rappresentanti si riflette anche sulla classifica, guidata dalla coppia Fabo Herons Montecatini – Caffè Toscano Pielle Livorno. La compagine di Barsotti ha portato a casa il big match di giornata, espugnando il mai facile parquet di Avellino, provocando, tra l’altro, l’esonero del coach irpino Crosariol. La compagine termale ha messo subito le cose in chiaro, andando all’intervallo avanti di 13 lunghezze, margine che ha poi permesso agli Herons di resistere al prevedibile ritorno dei padroni di casa. Per Barsotti, che ha avuto 18 punti da Natali, miglior realizzatore del match, si tratta del secondo squillo di fila, con annessa conferma in vetta al girone, sia pure in condominio con la Caffè Toscano Pielle Livorno.
Infatti, nel posticipo del lunedì i ragazzi di Cardani si confermano in gran forma espugnando il parquet di Legnano ed incasellano la quinta vittoria consecutiva, segno evidente di quanto la Pielle navighi con i bioritmi al top. Un confronto, quello in terra lombarda, che i labronici hanno condotto per quasi tutti i primi 30’, salvo poi incappare, nel periodo finale, in un classico blackout tanto che, ad 1’40” dalla sirena finale, Raivio – superba la sua prova – e compagni vantavano 4 lunghezze di vantaggio. Lì la Pielle si è svegliata, infilando un parziale di 7 zero, con 3 punti di Chiarini e due liberi a testa di Rubbini e Campori, valso il sorpasso e la vetta della classifica, con annessa incontenibile gioia dei tanti tifosi labronici accorsi, di lunedì !!, fino a Legnano.
Ed a proposito di tifosi, un plauso lo meritano anche i supporters dell’altra squadra di Livorno, la Akern Libertas che, nella sfida casalinga contro Sant’Antimo, hanno fatto registrare l’ennesimo “sold out” del “PalaMacchia”. Gran pubblico, ripagato da una superba prestazione della compagine di Marco Andreazza; Allinei, sempre più dentro ai giochi offensivi labronici, e compagni hanno stentato solo nel primo quarto, chiuso sotto di sette, poi la Libertas ha stretto ancor più le maglie in difesa, costringendo i campani a ben 21 palle perse. La grande difesa è stata la vera artefice della vittoria, unitamente alla presenza di ben cinque uomini in doppia cifra, tra cui Ricci (13), bravo a giostrare anche da playmaker, complice l’assenza dell’acciaccato Leon Williams.
Il pokerissimo toscano era stato aperto sabato dalla Solbat Piombino, corsara a Crema al termine di un finale veramente vietato ai deboli di cuore; a 5” dalla fine, Piombino è sotto 5, con Piccone in lunetta per due liberi, tutti si aspettano che il playmaker infili il primo e sbagli volutamente il secondo, ed invece coach Cagnazzo stupisce tutti, indicando a Piccone di metterli entrambi. Sulla rimessa ecco il fallo, su Stepanovic che sbaglia entrambi i liberi; Turel prende il rimbalzo e superata la metà campo infila, da distanza siderale, la tripla della vittoria, incredibile ma vero. Per Piombino è il terzo squillo di fila, attenzione a Berra (15 e 8 rimbalzi) e compagni, sono la classica mina vagante del torneo.
Così come mina vagante è anche la Gema Montecatini, vittoriosa contro Piacenza, l’ex squadra del proprio coach Marco Del Re. Portare a casa i due punti non era facile, considerando che i termali si approcciavano alla partita privi di Angelucci e Mazzantini, ed invece alla fine è arrivata un’altra vittoria, con annessa terza posizione in classifica. Determinante la supremazia sotto i tabelloni, per 54 rimbalzi a 34, che ha permesso ai termali di sterilizzare qualche palla persa di troppo, 21 alla fine. Del Re si coccola i cinque uomini in doppia cifra, due quali, Di Pizzo e Mastrangelo, addirittura in doppia doppia. E domenica pomeriggio, gran scontro tra rivelazioni a Piombino.
Photocredits: Paola Licheri









