Tra le cinque compagini toscane, la Verodol Pielle Livorno osservava infatti il proprio turno di riposo, la copertina di giornata è tutta per la T Tecnica Gema Montecatini. La compagine di Marco Andreazza conferma di aver ormai assorbito il malessere di qualche settimana fa, cogliendo la terza vittoria consecutiva. Lo fa nella tana dell’“amico nemico”, Marco Del Re, ex tecnico dei termali nelle ultime due stagioni. La T Gema stenta nei primi due periodi, poi nel terzo accelera, stampando il parziale di 22-12 che vale quella decina di punti di vantaggio poi mantenuti fino all’83-71 finale. Una vittoria che vale platino perché lancia la T Gema al secondo posto, in corsa per le Final Four di Coppa Italia; per agganciarle, infatti, ai termali serve una vittoria nel prossimo turno, nella speranza che Orzinuovi vinca a Vicenza. Contro Del Re, la T Gema tira con il 62% da due punti, con 15 di Jackson, che prende anche 8 rimbalzi, e 14 di Bargnesi.
Sorride finalmente anche l’altra termale del girone, la Fabo Herons Montecatini, che riscatta la sconfitta nel derby, con la vittoria, dovuta ma non scontata visto il momento nero degli “Aironi, sul parquet del fanalino di coda Novipiù Monferrato. Gli uomini di Sacchetti fanno finalmente vedere tutto il loro potenziale offensivo, schiaffando nel canestro piemontese la bellezza di 105 punti, con il 57% da due punti ed il 43 da lontano. Natali e compagni la blindano già nel primo tempo, chiuso sul 59-34, per poi innestare il pilota automatico nel secondo. Nella Fabo, solita gran prova di Riccardo Chinellato, fin qui protagonista di un gran campionato, che chiude con 27 punti, con 12/16 dal campo, ed 11 rimbalzi. Uno squillo arriva anche da Aukstikalnis, per il numero 9, 20 punti in 30’ di utilizzo con 5/8 da tre punti. Bene anche Sgobba (15) e Natali (13).
Nel Girone B, invece, l’unica ad uscire dal turno sventolando un bel referto rosa è l’Umana San Giobbe Chiusi; un successo che ci voleva come il pane per i rossoblu, che escono così dalla zona playout. Gli uomini di Zanco rispettano il pronostico regolando, e agganciando in classifica, la Malvin Casoria, regolata per 72-58. Dopo un primo tempo equilibrato, i biancorossi allungano nei due quarti centrali, nei quali concedono ai campani appena 28 punti, segnandone dieci in più. Alla fine del terzo periodo, il tabellone indica 53-43 per Chiusi, poi ritoccato nel +14 finale. Chiusi la vince concedendo appena il 42% da due punti ed il 21 dalla lunga distanza, ed ha 18 punti da Bertocco, ma con 4/14 dal campo, 13 da Natale (4/8) e 12 da Petrucci (4/8).
Stecca invece davanti al pubblico amico, per la seconda volta in quattro giorni, la Solbat Piombino, sconfitta al “Palatenda” da una delle squadre più attrezzate del girone, la Benacquista Latina. Gli uomini di Simone Bianchi ci provano anche a bloccare la corazzata di Gramenzi, chiudono il terzo periodo avanti nel punteggio, sia pure di appena tre punti, ma poi devono arrendersi nei 10’ finali, nei quali i pontini stampano il decisivo parziale di 20-12, che vale il 90-85 conclusivo. A Piombino non basta tirare con il 62% da due per esultare, complici anche le 19 palle perse, troppe contro un avversario così attrezzato. Nella Solbat partita da copertina di Nik Raivio, che chiude con 26 punti e 10/15 al tiro. Da citare anche i 13 di Giunta e gli 8 assist di Menconi.
Si blocca, per la seconda giornata di fila, anche la Consorzio Leonardo Dany Basket Quarrata, ancora in trasferta. Dopo aver ceduto mercoledì a Roma, sponda Luiss, la compagine di Tonfoni deve arrendersi in terra marchigiana, sul parquet della Consultinvest Loreto Pesaro, formazione ampiamente alla portata dei mobilieri. Invece, ed è un peccato, i marchigiani la portano a casa di quattro lunghezze, dopo che i toscani avevano chiuso il terzo periodo avanti di quattro. Il confronto si decide negli ultimi 2’30” di gioco, con due liberi di Valentini ed una tripla di Pillastrini, che, di fatto, costringono Quarrata a chinare la testa, per 86-82. A Tonfoni non bastano i 22 di De Gregori, con 7/11 al tiro, ed i 18 di Tiberti (6/10).
Photocredits: Sara Bonelli










