La compagine più blasonata tra quelle che frequentano il campionato di Serie B Interregionale, e non solo, è sicuramente la Mens Sana Siena, un nome che evoca, in un passato neanche troppo lontano, successi in serie, prima delle note vicende che hanno costretto i biancoverdi a ripartire dalla serie minori della pallacanestro toscana.

La rinascita è stata però repentina, ed adesso la Mens Sana è veramente vicina, in Serie B Interregionale, al raggiungimento del Play-In Gold, quello al quale saranno ammesse dodici società che poi si giocheranno gli otto posti che valgono i playoff promozione.

Un cammino più che positivo per una società, che al di là del blasone e della gran tifoseria al seguito, è pur sempre neopromossa in un campionato competitivo come la Serie B Interregionale. Del momento attuale abbiamo parlato con il coach della Mens Sana, Paolo Betti, uno dei “conducator” più esperti nel vasto panorama delle “minors” toscane.

Con la vittoria sulla Virtus la Mens Sana ha fatto un gran passo avanti verso le prime sei posizioni. Si aspettava di essere così in alto a questo punto del torneo?

“Siamo davvero contenti per la vittoria nel derby con la Virtus, non solo perché si trattava di una stracittadina, ma ancor più per l’importanza che aveva ai fini della classifica. Con il successo sulla Virtus siamo arrivati alla terza vittoria consecutiva, ma purtroppo niente è ancora definito per quanto riguarda le prime sei posizioni. Dobbiamo essere concentrati sulle prossime tre partite, che dovremo affrontare una alla volta, senza fare calcoli di nessun genere”.

A proposito, domenica incrociate Quarrata, in una partita che assomiglia tanto ad una sorte di mors tua vita mea?

“La partita contro Quarrata sarà probabilmente decisiva, lo dice la classifica, nella quale in palio ci sono due punti fondamentali sia per noi che per loro. Mi aspetto un confronto duro ed altrettanto combattuto, al cospetto di una squadra che, nella gara di andata, ci ha dato una bella lezione. Avremo di fronte una formazione che, a livello di roster, ritengo una delle due più attrezzate dell’intero girone”

Ultimamente avete rinforzato il roster, inserendo Balsa Jokic, cosa può darvi il suo arrivo?

“Balsa è un giocatore che, fin da quando è arrivato, ci ha dato tanta, tanta energia, facendosi trovare subito pronto sia negli allenamenti che nelle prime due partite giocate con la casacca Mens Sana. A livello fisico e di impatto difensivo è probabilmente un giocatore di categoria superiore; questo ci permette di avere delle soluzioni difensive diverse rispetto a quelle cui eravamo abituati finora. Sono veramente soddisfatto del suo arrivo”.

In casa, al “PalaEstra”, durante questa stagione avete perso soltanto una partita, quando conta l’apporto del vostro pubblico, presente in 2000 unità nel derby con la Virtus?

“Giocare davanti a 2000 persone, come successo domenica scorsa, o comunque più di 1000 come accaduto quasi sempre durante questa stagione, è veramente un qualcosa di incredibile. Ci tengo, per questo, a ringraziare la passione dei nostri tifosi, che ci regalano sensazioni uniche quando giochiamo in casa”.

Quanta responsabilità sente nei confronti della società e del pubblico per l’essere il coach di una squadra dal così importante passato?

“Sicuramente la responsabilità di allenare la Mens Sana è più alta rispetto alle altre realtà, senza nulla togliere alle altre squadre del girone. Da una parte senti, ovviamente, una maggiore pressione, proprio per il gran seguito che ha la nostra squadra, dall’altra ci sono un affetto ed una passione che, come detto poco fa, regalano sensazioni indicibili che ripagano della pressione che talvolta sentiamo su di noi”.

Voi state giocando un campionato sopra le aspettative, ed ancora di più lo stanno facendo Prosek e Tognazzi, mi dice due parole su di loro?

“Assolutamente, non bisogna sottacere che siamo una squadra neopromossa e che a luglio avevamo confermato cinque elementi del roster della scorsa stagione, nella quale militavamo in Serie C, che aveva giocato un gran campionato, probabilmente al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Non era scontato che a tre giornate dalla fine fossimo in una così buona posizione di classica. Vittorio Tognazzi e Gianluca Prosek stanno facendo un super campionato, ma, al di là di loro, voglio sottolineare l’apporto di tutti, perché sia i nuovi arrivati che i confermati si stanno dimostrando più che adeguati anche per una categoria importante come la Serie B”.

L’ultima su di lei, quanto è difficile coniugare l’attività lavorativa con l’impegno di coach in una realtà importante come Siena?

“Beh, lavorare e poi partire praticamente tutti i giorni per Siena (da Castelfiorentino, n.d.c.) e tornare a casa alle 22,30/23 di sera non è sicuramente una passeggiata; in questo senso ero abituato male perché, quando allenavo Castello, andavo al palazzetto a piedi. A questo bisogna aggiungere il tempo – di solito la mattina presto, nelle pause pranzo ed in tarda serata – per le analisi video e per i confronti con gli altri componenti dello staff perché questa categoria non ti permette di non fare le cose in modo non professionale. Detto questo, comunque, la mia risposta è banale, ma la passione per questo sport fa passare in secondo piano qualsiasi sacrificio”.

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