Giuseppe Di Manno, uno che poche stagioni fa allenava in Serie A2, è uno degli allenatori più blasonati del campionato di Serie C. La sua bravura è ben raccontata dall’ottimo campionato della sua Pallacanestro Don Bosco, una squadra piena zeppa di giovanissimi che, attorno alla “chioccia” Artioli, stanno costruendo un campionato importante, con risultati ben al di sopra dei pronostici della vigilia. Adesso, infatti, i rossoblu navigano in piena zona playoff; del loro campionato, e del torneo in generale, abbiamo parlato proprio con il coach rossoblù, Giuseppe Di Manno.

La Pallacanestro Don Bosco, nonostante i tanti giovani nel roster, sta giocando un campionato al di sopra delle aspettative. Se lo attendeva ?
Più che parlare di aspettative, parlerei di percorso. Sapevamo che avremmo avuto un roster molto giovane e che questo avrebbe inevitabilmente comportato alti e bassi. Quello che forse ha sorpreso è stata la velocità con cui i ragazzi sono cresciuti e la loro capacità di stare dentro partite difficili anche contro squadre molto esperte. I risultati sono una conseguenza del lavoro quotidiano e dell’atteggiamento che il gruppo ha mostrato fin dall’inizio. La stagione è ancora lunga e adesso dobbiamo essere bravi a rialzarci nei momenti di flessione, continuando a migliorare”.

Quanto è difficile allenare i giovani di oggi, che hanno mille distrazioni, social compresi?
È diverso rispetto a qualche anno fa, questo è innegabile. I giovani di oggi vivono immersi in stimoli continui e il rischio di dispersione c’è. Allo stesso tempo, però, sono molto ricettivi, se capiscono il perché di quello che fanno. Il nostro compito non è combattere i social, ma educare alla responsabilità, alla gestione del tempo e delle energie. Quando dai loro un contesto chiaro e obiettivi concreti, sanno essere molto presenti.

Oltre ai tanti giovani, ha nel roster un veterano come Giorgio Artioli: cosa le sta dando il centro livornese?
Giorgio è un riferimento importante, dentro e fuori dal campo. Porta esperienza, conoscenza della categoria e una grande capacità di leggere i momenti della partita. Ma soprattutto è un esempio quotidiano per i più giovani: per come si allena, per come accetta il ruolo e per come aiuta i compagni nei momenti difficili. È un equilibratore fondamentale in un gruppo così giovane.”

La squadra partecipa anche al campionato Under 19: quanto è difficile gestire due campionati così diversi ma entrambi competitivi?
È complesso, ma allo stesso tempo rappresenta una grande opportunità. La difficoltà principale sta nel bilanciare i carichi fisici e mentali, perché il rischio di dispersione o di affaticamento è sempre dietro l’angolo. Allo stesso tempo, però, il beneficio è enorme: i ragazzi crescono più velocemente proprio perché si confrontano con contesti diversi. Con l’inizio della seconda fase, inoltre, anche i viaggi sono diventati più impegnativi: in questo periodo giochiamo cinque partite in dieci giorni, di cui tre in trasferta. Diventa quindi fondamentale recuperare energie, essere sempre lucidi quando si gioca e, allo stesso tempo, riuscire ad allenarsi con qualità per restare competitivi. È un equilibrio delicato, un mix complesso da gestire, ma fa parte del percorso di crescita che stiamo costruendo.”

Venendo al campionato: siete nel gruppo al sesto posto. Qual è l’obiettivo per la seconda parte della stagione?
L’obiettivo è continuare a crescere. In un campionato così equilibrato questo significa migliorare nella continuità, nella gestione dei momenti chiave e nella solidità difensiva. Se riusciremo a fare questo, la classifica sarà una conseguenza naturale del lavoro. Non vogliamo perdere di vista il percorso: l’obiettivo resta quello di creare le condizioni perché ogni giocatore possa esprimere il proprio massimo potenziale.”

In un torneo molto equilibrato, le due di Prato sembrano avere qualcosa in più. È davvero così?
Sono squadre costruite per vincere, con roster profondi e giocatori di esperienza, quindi è normale che abbiano una certa continuità. Detto questo, il campionato ha dimostrato più volte che nessuna partita è scontata. La differenza, spesso, la fanno i dettagli e la capacità di gestire i momenti decisivi. In questo senso, il margine tra le squadre è più sottile di quanto dica la classifica.”

Oltre a voi, quale squadra la sta sorprendendo e quale, invece, ha reso meno delle attese?
Ci sono diverse squadre che stanno facendo molto bene, ad esempio l’US Livorno, Valdisieve e Fucecchio. Allo stesso tempo, alcune formazioni molto accreditate alla vigilia hanno avuto passaggi a vuoto, in un campionato così lungo può succedere, ma sono sicuro che Castelfiorentino, Montevarchi e Sansepolcro faranno un grande girone di ritorno. Più che parlare di delusioni, parlerei di percorsi: alla fine emergeranno le squadre che sapranno crescere di più durante la stagione.”

Photocredits: Pallacanestro Don Bosco / Francesco Sufrà

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