“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”, le parole di una celebre canzone, “Amici mai”, del grande Antonello Venditti, raccontano perfettamente la parabola di Andrea Niccolai, montecatinese doc tornato nella squadra della sua città. Infatti, “Niccolair”, per come esultava mimando il gesto dell’aeroplano, nella prossima stagione sarà l’assistant coach della La T Tecnica Gema Montecatini, alle spalle del nuovo coach Marco Andreazza.
Non un incarico qualunque, quello per l’ex nazionale azzurro, perché Niccolai è un’icona vivente, assieme a Mario Boni, del periodo d’oro del basket di Montecatini, quando a suon di canestri trascinò una piccola cittadina della provincia toscana fino al massimo palcoscenico della nostra pallacanestro.
Una carriera stupenda, quella di Niccolai giocatore, fatta di tanti canestri, di tanto talento e di quel killer instict tipico dei grandi giocatori, lo sanno i tifosi di Montecatini ma lo sanno anche i tifosi di Forlì che, nel 1995, proprio grazie ad una sua tripla quasi sulla sirena nella finale playoff contro Rimini, esultarono per l’agognato ritorno in A1.
Nella mente dei tifosi termali c’è però un altro “buzzer beater”, quello incredibile che Andrea realizzò otto anni prima; era il 26 aprile 1987, la capolista Montecatini giocava nella tana della seconda in classifica Perugia e vinse la partita, conquistando la storica promozione in serie A, con un tiro del proprio enfant prodige, allora diciannovenne, addirittura da 17 metri. Lampante testimonianza del suo futuro da predestinato.
Quella promozione fu solo il primo dei tanti successi di uno dei migliori tiratori nella storia del nostro basket; infatti, dopo i successi con la squadra della sua città ecco le esperienze alla Virtus Roma, che spese addirittura 13 miliardi di vecchie lire per vestirlo di giallorosso, e poi Forlì, con annessa promozione in A1 da, come detto, grande protagonista, con 27 punti di media per poi trasferirsi a Treviso.
Con la maglia delle Benetton si ritagliò un ruolo da guastatore di lusso uscendo dalla panchina, pedina fondamentale nello scudetto prima e nella supercoppa poi dei trevigiani.
Dopo Treviso, ecco la sua seconda reincarnazione a Montecatini, caratterizzata dal ritorno dei termali in A1, e poi le esperienze alla Virtus Roma, da cavallo di ritorno, Biella, Milano, Scafati, Fabriano e canto del cigno ancora a Montecatini, dove continuò a crivellare le retine avversarie fino alla bella età di 41 anni.
Insomma, un’autentica icona del basket non solo termale, tanto che, ad oggi, è il tredicesimo realizzatore “all time” della nostra pallacanestro, con la bellezza di 8.472 punti realizzati.
Adesso, dopo varie esperienze da allenatore, buon’ultima quella di Fabriano, torna a Montecatini, fidato scudiero di Marco Andreazza, al quale la T Tecnica Gema ha affidato la guida di una squadra che non nasconde ambizioni di salire in A2.
Le parole di Andrea Niccolai
Le prime parole della sua nuova avventura rossoblu, Andrea Niccolai le ha affidate ad un breve video apparso sulle pagine sociale della compagine termale, tradendo anche un briciolo di emozione:
“L’invito della L Tecnica Gema di tornare a lavorare per Montecatini e per i colori rossoblu è stata una piacevole gratificazione ed una piacevole sorpresa. Svolgerò il mio compito con tutto l’entusiasmo, la passione e la voglia di vincere che mi ha sempre contraddistinto. Ci vediamo sul parquet”.
Le parole di Marco Andreazza, coach della La T Tecnica Gema Montecatini
Anche Marco Andreazza, nuovo tecnico dei rossoblu termali, non nasconde la propria soddisfazione per avere al suo fianco un personaggio carismatico come Andrea Niccolai:
“Andrea Niccolai è una persona che conosco da tantissimi anni, dal lontano 1997 quando io, giovane allenatore, ero alla Benetton e lui giocava ancora; ci siamo incrociati tantissime volte sui parquet e fuori, so che può essere per noi un valore aggiunto. Tra l’altro io stavo cercando un profilo che avesse già fatto il capo allenatore per cui, oltre al fatto che Niccolai sia una bandiera per la Montecatini cestistica, la scelta di averlo come assistente è stata fatta per il suo valore tecnico e per quello che di positivo potrà portare al gruppo ed al sottoscritto”.
Photocredits: Marco Teatini








