Nella passata stagione, Valle Mugnone andò veramente ad un passo dalla promozione in Divisione Regionale 1, sfumata soltanto per colpa di un canestro avversario  a 2” dal termine nella finale contro Wolf Pistoia.

Una cavalcata, sia pure senza il lieto fine, che ha ispirato il cortometraggio “Con i denti tra i coltelli” di Roberto Fassone, 35’ che ripercorrono la corsa, bloccatasi proprio sul più bello, della compagine fiorentina.

A Fiesole l’idea è quella di tentare l’impresa anche in questa stagione, e le premesse ci sono tutte; la squadra da questa stagione affidata al cavallo di ritorno Leonardo Lerede naviga infatti in vetta al Girone C, sia pure a braccetto con il Basket Aretina, con il record di 12 vittorie e soli 3 stop, impreziosito dal titolo di miglior difesa del girone con appena 55,3 punti incassati di media.

Di questo bel fenomeno, nonostante gli atavici problemi di impianti che rendono impossibile l’attività giovanile, Toscana Basket World Life ne ha parlato con Leonardo Lerede, come detto, coach della prima squadra

La sua squadra ha chiuso il girone di andata in testa, è contento del percorso fatto finora?

“Abbiamo fatto sicuramente un buon cammino, anche se siamo solamente a metà campionato. Ci resta l’amaro in bocca per due delle tre sconfitte rimediate finora, nelle quali abbiamo probabilmente sbagliato l’approccio alla partita e, nonostante fossimo riusciti a raddrizzarle, alla fine purtroppo abbiamo pagato, appunto, il gap accumulato in avvio di gara”.

Lo scorso anno, ancorché con un altro coach, Valle Mugnone è arrivata ad un passo dalla promozione, qual è l’obiettivo di questa stagione?

“Il nostro obiettivo è sicuramente quello di provare a ripetere il percorso della stagione scorsa. Ovviamente per ottenerlo ci stiamo mettendo il massimo impegno, tanto che abbiamo allestito un roster molto valido. Bisogna dire anche che il livello della competizione nel nostro girone molto alto, sia dal punto di vista della qualità che della quantità. Al riguardo, basti vedere l’attuale situazione di classifica, con tante squadre raccolte in un fazzoletto di punti. Per questo, ripetere il cammino dello scorso anno non sarà affatto semplice ma noi siamo qui per provarci, e lo faremo senza risparmiarci”

Il roster della sua squadra rappresenta il giusto mix tra giovani ed esperti, cosa vi portano in dote i giocatori che hanno calcato parquet di categoria superiore?

“Fotografia perfetta della nostra squadra; nella costruzione del roster abbiamo avuto come obiettivo principale quello di abbassare l’età media, inserendo dei giovani validi che ci permettessero di giocare un certo tipo di pallacanestro; in sostanza, giovani vogliosi di attingere dal gran bagaglio di esperienza messo a loro disposizione quotidianamente dai più esperti. Cito, per esempio, la dedizione al lavoro in palestra, le qualità tecniche indiscusse, ma anche l’attaccamento alla causa sposata da gente che ha calcato parquet di categoria superiore”.

In estate avete inserito nel router un giocatore esperto come Tommaso Sarti, cosa vi sta dando?

“Tommaso Sarti è stato il nostro primo innesto estivo, si tratta di un giocatore che conosco sin dal minibasket. L’ho voluto personalmente perché conosco le sue doti atletiche e realizzative. Tommy, che pure ha solo 21 anni, ci sta dando molto su entrambi i lati del campo, tanto che è il nostro miglior realizzatore. A parer mio se riuscisse a fare uno step ulteriore selezionando meglio i tiri diventerebbe un giocatore ambito anche nelle categorie superiori”.

La sua squadra possiede la difesa meno battuta del girone; è proprio la difesa il tratto distintivo delle sue squadre?

“Credo fortemente nella costruzione di una difesa efficace, basata su regole chiare a tutti, le quali devono costruire un punto di riferimento anche, e soprattutto, nei momenti di difficoltà. Credo che senza una buona difesa non si possa allenare l’attacco durante la settimana. E devo dire di essere riuscito a trasmettere queste idee alla squadra, almeno fino a questo momento”.

Purtroppo, a Fiesole esiste il problema degli impianti, quanto sarebbe importante averne uno proprio a disposizione?

“Il problema dell’impianto purtroppo è ormai diventato annoso. Non averne uno a disposizione ci costringe a trovare spazi presso impianti di Firenze in giorni ed orari a volte improbabili. Difficoltà superate grazie all’attaccamento alla maglia ed all’amore per il gioco.  Averne uno a disposizione sarebbe importante per tante ragioni; innanzitutto potremmo avere in tribuna la gente di Fiesole riuscendo a creare un tutt’uno con la comunità che rappresentiamo. Poi, magari giocando in orari più accessibili, potremmo avere a seguirci i bimbi del nostro minibasket dando loro una prospettiva e creando in loro l’entusiasmo necessario per vivere l’esperienza sportiva. Più in generale, si creerebbe attorno alla nostra squadra quell’entusiasmo e quel calore tipico dei piccoli centri ma necessario per chi va in campo. Più in generale per la Polisportiva sarebbe più agevole programmare il futuro”.

L’ultima è una curiosità personale, che rapporto, ovviamente cestistico, ha con suo figlio Davide, giocatore di buon livello, ora a Valdisieve?

“Davide è un ragazzo follemente innamorato della pallacanestro. Nel corso degli anni ho cercato di supportarlo nelle sue scelte cercando di non essere mai invadente e lasciando che vivesse la sua passione senza ingerenze di alcun tipo. Purtroppo (o per fortuna) non ho mai avuto il piacere di allenarlo. Con lui adesso si è creato un rapporto di scambio e confronto su argomenti che riguardano la pallacanestro, estremamente piacevole e gratificante. E devo dire che spesso mi è anche di ispirazione”.

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