Lieto fine per la Basket Femminile Pontedera, con la conquista della salvezza, arrivata nel secondo turno dei playout, contro Orvieto, dopo averla sfiorata già nel primo, al cospetto di Senigallia. Un risultato assolutamente da non sottovalutare, perché arrivato al termine di una stagione fatta di tante sconfitte e poche vittorie, ma sempre con una stella cometa a guidare il cammino della compagine di Monaco, quello di far crescere le tante giovani del roster.
Sofferenze ampiamente messe in preventivo alla vigilia del torneo, considerando che a disposizione del coach di Pontedera c’era un manipolo di giovanissime che, in estate, avevano perso un terzetto di giocatrici capaci di mettere a referto oltre quaranta punti a partita. In un contesto del genere era facile prevedere un avvio in salita, come puntualmente avvenuto, tanto che dopo il primo successo, alla seconda di campionato, sul Costone Siena, Preziuso e compagne hanno dovuto aspettare le ultime due partite della regular season per acciuffare altri due successi, passando anche attraverso infortuni importanti, come quello della Bullentini, costretta ai box per quattro mesi.
Proprio le vittorie conclusive, con Terni e con la titolata Nico Basket in trasferta, hanno fatto capire alla squadra di Monaco che le possibilità di salvezza c’erano tutte, fin dal primo turno dei playout, con Senigallia. Contro le marchigiane, però, è arrivata una sconfitta in Gara-3 dopo un emozionante tempo supplementare, costringendo la Costa, importante il suo innesto a gennaio, e compagne alla sfida senza ritorno con Orvieto.
Al cospetto delle umbre, Pontedera ha coronato le fatiche di tutta una stagione, prima espugnando il parquet orvietano al termine di un overtime e poi concretizzando il sogno salvezza con la netta vittoria, un eloquente 51-32, in Gara-2 davanti al pubblico amico, con annessi festeggiamenti per un traguardo, quello della salvezza, ad un certo punto della stagione insperato ma comunque raggiunto con merito, a maggior ragione considerando il gran percorso di miglioramento fatto vedere dalle tante giovanissime del roster.
Parla Cristoforo Monaco, coach della Basket Femminile Pontedera
“È stata una stagione molto difficile, come peraltro ampiamente previsto, considerando la perdita di alcune giocatrici molto importanti. Quelle rimaste sono state brave a prendersi tante responsabilità in più ed a crescere durante tutta la stagione, grazie anche all’innesto, a gennaio, della Costa, brava a portare esperienza ed attitudine difensiva, facendo migliorare in questo senso le tante giovani presenti nel roster.
Dal suo innesto, il nostro gioco è diventato più fluido e ci ha permesso di chiudere bene la stagione regolare, con la concreta speranza di agganciare la salvezza nei playout, come poi è effettivamente avvenuto, nella serie contro Orvieto. Le ragazze sono state davvero brave e voglio rivolgere loro i miei complimenti, in particolare alle più giovani che si sono affacciate per la prima volta ad un campionato importante come la Serie B.
In definitiva, è stata una stagione molto dura, anche per i tanti infortuni che ci hanno colpito, ed impegnativa, ma comunque conclusa con la salvezza; adesso è tempo di cominciare a lavorare per progettare il prossimo campionato”.
Le parole della capitana, Virginia Rossi
“È stata una stagione estenuante e lunghissima, fin dall’inizio sapevamo che sarebbe stata dura; noi siamo partite con l’obiettivo di non replicare la retrocessione dell’anno passato, pur avendo perso diverse giocatrici. Fin dalla primissima partita abbiamo cercato di lottare sempre, senza mai farci influenzare dalle tante sconfitte, ma abbiamo sempre creduto di poter raggiungere la salvezza, poi centrata nella finale con Orvieto.
Un bel risultato, ottenuto nonostante i tanti infortuni e qualche abbandono in corso d’opera, che ci ha ripagato di tutti i sacrifici fatti durante la stagione; importante, nella conquista della salvezza, è stata anche la solidità del gruppo, sempre molto affiatato e coeso. Voglio ringraziare le mie compagne, è stato un anno faticoso ma anche divertente, spero di essere stata, da capitana, una guida ed un aiuto per loro, come loro lo sono state per me, soprattutto durante i miei infortuni”.









