Esiste un modo migliore per chiudere la carriera che quello di vestire la maglia della società della tua città e ricevere una standing ovation dei tifosi avversari, per di più in un Palasport caldo come quello di Siena? Probabilmente no, ma altro non è che il giusto raccolto di quanto seminato da Guido Rosselli durante la sua fantastica carriera.
A 43 anni, infatti, Guido saluta il basket giocato, lo fa, lui vincente nato, con una sconfitta nelle semifinali playoff, sul parquet della Mens Sana Siena, la più blasonata di tutto il torneo di Serie B Intererregionale.
Il basket perde un giocatore dall’intelligenza cestistica superiore, uno che negli anni ha fatto collezione di trofei, arrivando a toccare anche la nazionale azzurra, con la quale ha collezionato 29 presenze, facendo parte del roster agli Europei del 2013, in Slovenia, nei quali l’Italia, guidata da coach Simone Pianigiani, chiuse all’ottavo posto. Talento vero, grinta da vendere, era il classico giocatore che faceva la fortuna dei propri coach, potendo essere utilizzato in tutti i ruoli, dal play, per la sua padronanza nel palleggio, a quello di centro.
Ma più che con la nazionale, la sua leggendaria carriera è caratterizzata dai tanti successi ottenuti con i club; nel suo personale palmares, infatti, spiccano i cinque campionati di Serie A2 vinti – della serie, giocando con il suo nome, “Ti Guido in A1” – con il gustoso contorno di quattro Coppa Italia ed una SuperCoppa , sempre di A2.
Tanto per capire il suo valore, la sua forza mentale, la sua leadership, è stato uno dei pochi, pochissimi giocatori amati dalle due metà di Bologna; Guido ha infatti vestito le casacche sia della Virtus che della Fortitudo Bologna, diventando in entrambe le occasioni uno dei giocatori più acclamati dalle rispettive tifoserie.
A Bologna, caso forse più unico che raro, vinse con entrambe le casacche, portando in A1 prima la Virtus, stagione 2016/17, coach il livornese Alessandro Ramagli, e poi, due stagioni dopo, la Fortitudo Bologna, agli ordini di coach Antimo Martino, restituendo alla “Effe” quel ritorno in A1 che mancava da un decennio. In entrambe le occasioni oltre la doppia cifra quanto a punti realizzati, oltre alla solita dose di intelligenza cestistica, “garra” e tanta, tanta voglia di vincere.
Le due promozioni con le “cugine” bolognesi, altro non sono che due perle in una collana nella quale scintillano altri tre campionato di A2 vinti, sempre da gran protagonista ; il primo a Rieti, nell’ormai lontano 2006/2007, il secondo a Torino, nel 2014/15, e poi l’ultimo a Verona, nel 2021-22, sempre alla guida di coach Ramagli, con cui aveva condiviso, cinque anni prima, il ritorno in A1 della Virtus Bologna, da sempre una delle grandi storiche della nostra pallacanestro.
Da ricordare anche le promozioni con Veroli, nel biennio 2009-2011, società con la quale conquista anche due edizioni della Coppa Italia, e il triennio a Venezia, con la Reyer.
Senza dimenticare anche la unica sua esperienza toscana, a Pistoia, nel 2008-2009, con ottime cifre e soprattutto due tiri liberi decisivi per la salvezza, in una stagione non certo fortunata per i biancorossi toscani, conquistata dopo l’esonero di Lasi e l’arrivo in panchina di Paolo Moretti. I due liberi arrivano in diretta Rai, nella trasferta in quella Venezia che pochi anni dopo lo vedrà protagonista. “Guidone” – avevate dubbi ? – li infila entrambi, per due punti fondamentali per evitare la retrocessione.
Insomma, un grande della nostra pallacanestro, reso ancor più tale dalla decisione di chiudere la carriera con la società che l’aveva lanciato da altissimi livelli, quella USE Empoli dove ha trascorso gli ultimi tre anni, insegnando, nonostante l’età ormai elevata, pallacanestro ai tanti giovani della “cantera” biancorossa, sempre con una gran voglia di vincere e di gettare il cuore oltre l’ostacolo, esempio vivente per i tanti giovani del roster.

Photocredits: Use Basket









