Ve lo immaginate il clamore che desterebbe la notizia, nel calcio, di Roberto Mancini ingaggiato da una squadra di Serie C, sia essa la Pianese, il Catania o la Sambenedettese? Direte voi, è impossibile, si tratta di fantacalcio. Forse fantacalcio, ma non certo fantabasket, perché è notizia di pochi minuti fa che plana in Serie B Nazionale, uno che, nel basket, vanta trascorsi nobili come quelli di Roberto Mancini nel calcio.
Non ci credete? Allora connettevi con il sito, o i social, della Fabo Herons Montecatini che ha appena ufficializzato il sostituto del silurato Federico Barsotti, esonerato già domenica sera dopo lo scivolone casalingo contro la Rimadesio Desio. Al suo posto arriva nientepopodimeno che Romeo “Meo” Sacchetti, uno che nel suo sterminato palmares vanta esperienze destinate a rimanere scolpite nella nostra della nostra pallacanestro.
Origini bellunesi, Sacchetti era un gran bel giocatore, tanto da essere stato pilastro per anni della nazionale azzurra forse migliore di sempre, quella che ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Mosca nel 1980 e, tre anni dopo, quella d’oro agli indimenticabili Europei di Nantes.
Con le squadre di club è stato per anni il pilastro di Torino e Varese, dopo gli inizi a Bologna, con tanti successi personali, tante partite vinte, ma senza il piacere di conquistare il titolo più ambito, lo scudetto.
Chiusa la parentesi da giocatore, complice un grave infortunio, la rottura del tendine di Achille, tra le file di Varese proprio nella finale playoff contro la Scavolini Pesaro, il buon “Meo” intraprende la carriera da allenatore, e non da allenatore banale. Il suo è un basket frizzante, fatto di corsa, tiro e fantasia, nel quale i giocatori hanno ampia facoltà di esprimersi secondo le caratteristiche più congeniali. Una sorta di “run e gun” moderno che paga ampi dividendi.
Già perché alla guida della Dinamo Sassari, Sacchetti entra in modo indelebile nella storia della nostra pallacanestro, conquistando, nel 2015 un formidabile triplete, portando nella bacheca della società presieduta dal Presidente Sardara Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa. A rendere ancor più epica l’impresa, il fatto che nel roster ci sia anche, sia pure da attore non protagonista, anche il figlio Brian.
Ma siccome tutte le belle favole finiscono, l’esperienza a Sassari termina con un incredibile esonero, il 21 novembre 2015 dopo un inizio di stagione deludente. L’anno successivo è a Brindisi, poi viene chiamato al capezzale della nazionale azzurra, dove rimane dal 2017 al 2022, conducendo gli azzurri alla qualificazione per i Mondiali 2019 e per le Olimpiadi del 2021, traguardi non certo scontati per un movimento in difficoltà come il nostro.
Nel 2022, tra lo stupore generale, viene sollevato dall’incarico a beneficio di Gianmarco Pozzecco, con il senno di poi non certo una grande scelta del Presidente Petrucci.
Dopo l’avventura in azzurro, qualche esperienza non proprio fortunata, Fortitudo e Pesaro su tutte, ed adesso la calata in Serie B, impensabile solo fino a qualche ora fa, dove proverà a far spiccare il volo, è proprio il caso di dirlo, agli “Aironi” di Montecatini che, con questa scelta, altro non fanno che ribadire la gran voglia di salire in A2, obiettivo per il quale la compagine del Presidente Andrea Luchi non bada a spese, come dimostra proprio l’ingaggio di un guru della nostra pallacanestro come Romeo, per tutti “Meo”, Sacchetti.









