Cosa succede quando si incontrano, in palestra, un allenatore di buon livello ed un professore universitario, che di mestiere fa anche l’editore? Semplice ne esce un libro, un bel libro. Esattamente quello che è accaduto al tecnico della Union Prato, neopromossa in Serie B Interregionale, ed a Valerio Nardoni. Sono loro i protagonisti di questa bella storia, che ha portato alla genere dell’opera prima di Tommaso Paoletti, assieme appunto a Nardoni, dal titolo “Oltre il Ferro –tutti i minuti del basket”, edito da Valigie Rosse, collana fuoricampo.
Attenzione al titolo, perché i minuti non rimangono solo lì, ma caratterizzano l’intero libro, tanto che l’opera non è divisa in capitoli, bensì in minuti. Un libro che non solo si fa leggere, ed in periodo come questa è già una mezza notizia, ma risulta davvero divertente, scritto da chi ama il basket per chi ama il basket.
Diviso in tanti capitoli, pardon minuti, quanti la durata di una partita NBA, il libro offe l’occasione per rileggere tutti i vari aspetti della pallacanestro, dagli attimi precedenti la partita, alla voglia di vincere, spesso soffocata dalla paura di sbagliare.
Intendiamoci, il libro è per gli amanti del basket, ma non è né un manuale tecnico-tattico, da addetti ai lavori per intenderci, e neppure una biografia di coach Paoletti, che pure ne avrebbe da raccontare, bensì un libro che nasce per spiegare, con garbo e senza mai essere pesante, la pallacanestro a tutti gli amanti della pallacanestro.
Compito non semplice, perché il basket è forse uno degli sport più complicati a livello di comprensione del gioco e di regole, basti pensare alle recenti modifiche al suo regolamento. Eppure, la strana coppia Paoletti-Nardoni riesce nell’intento, tanto che alla fine, quando arrivi al minuto 48, che segna la fine del libro, la speranza è che si vada ai supplementari, per leggere ancora qualche capitolo.
Parla l’autore, Tommaso Paoletti
Ai nostri microfoni, Tommaso Paoletti racconta, con stupore ed orgoglio, la genesi del libro, e di come da un’idea di Valerio Nardoni, il coautore ed editore, sia nata l’opera:
“La verità è che questa non è stata una mia idea, e non ho mai avuto la minima velleità o la presunzione di scrivere un libro. Tutta colpa – o, speriamo, merito – Valerio Nardoni, l’editore di Valigie Rosse, che è un letterato e un professore universitario. Valerio mi ha visto allenare durante alcune sedute di allenamento e lui che è una persona che non mastica lo sport e soprattutto non conosce il basket, ha pensato, ascoltandomi, che potessi scrivere un libro.
Quando me lo ha proposto sono rimasto spiazzato, ma ci siamo seduti e abbiamo fatto una riunione fiume di diverse ore. Una cosa era chiarissima fin dall’inizio: non volevo scrivere né un manuale tecnico-tattico, né tantomeno una biografia. Alla fine, la quadratura del cerchio è stata un’altra: raccontare la pallacanestro cercando di spiegarla a tutti. Ai giocatori, ai neofiti, ai genitori che si affacciano per la prima volta su questo mondo, ma anche a chi la palla a spicchi la mastica tutti i giorni. Il cuore del libro è un continuo parallelismo tra la vita e la pallacanestro, arricchito da storie, aneddoti ed eventi che toccano lo sport in senso più ampio e anche fuori dal campo.
E siccome l’idea di fondo era nata come un gioco, ci siamo spinti oltre inventando anche un mazzo di carte dei tarocchi a tema cestistico (un mondo lontanissimo da me, ma ci siamo divertiti a farlo!). Il personaggio in copertina e le illustrazioni riprendono tutti i simboli del nostro sport — dai palloni alle palette dei falli, dalle retine alle scarpe — che diventano i semi tradizionali delle carte.
Anche la struttura segue il campo: il libro è diviso in 48 capitoli (che qui si chiamano “minuti”, in chiaro richiamo al minutaggio NBA) suddivisi in quattro quarti. C’è l’aggiunta del Minuto Zero (la preparazione alla partita), uno spazio dedicato allo spogliatoio e all’intervallo tra il secondo e il terzo quarto, fino ad arrivare al Minuto Finale, il momento del referto (rosa o giallo, tra vittoria e sconfitta) che chiude i conti. È un libro molto divertente e di piacevolissima lettura.
Se ci penso, scrivere mi sembrava già una sfida complessa, ma ho capito davvero cosa significhi fare un libro scoprendo tutto il lavoro enorme che c’è dietro. Come nel basket c’è un capo allenatore ma serve uno staff, qui dietro c’è stata una squadra vera: i “critici” che hanno approvato o bocciato i vari capitoli, chi l’ha riletto e corretto e l’illustratrice che ha curato le immagini. Mi è capitato più d’una volta di ricevere foto delle persone che ci lavoravano alle 23:30 o a mezzanotte, e io li incitavo esattamente come farei con la mia squadra durante una partita!
È stato un viaggio davvero carino e divertente, e per adesso sono contento perché l’idea sembra piacere. Speriamo che piaccia altrettanto una volta aperto e letto”.

Photocredits: Simone Martino









