Non è finita finché non è finita”, la celebre frase di Yogi Berra, resa poi celebre dal film “Rocky”, si adatta alla perfezione a quanto accaduto in Gara-3 della finale scudetto. Una finale scudetto di altissimo livello, non tanto per le emozioni regalate, non tantissime a dir la verità, quanto meno per il livello di gioco mostrato dalle due finaliste, anche se quasi mai nella stessa partita.

In Gara-3, infatti, la Reyer Venezia non si lascia intimidire o condizionare dalle sonanti vittorie di Milano nei due precedenti episodi della serie, e ha porta a casa il confronto, giocato davanti ad un caldissimo “Taliercio”, forzando la Serie a Gara-4.

Lo fa estraendo dal cilindro una super prestazione, crivellando a ripetizione la retina dei biancorossi di Poeta; infatti, i lagunari dopo aver segnato 80 e 79 punti nelle prime due partite, aumentando di quasi 30 punti il loro fatturato offensivo, chiudendo a quota 109, punteggio quasi impossibile da vedersi in una finale scudetto. Invece la Reyer ci riesce, grazie ad una prestazione offensiva a tutto tondo, ben raccontata anche dai numeri che nel basket non saranno tutto, ma spesso aiutano a comprendere le dinamiche del gioco.

La compagine di Neven Spahija, infatti, chiude con il 52 % da due punti ed uno strabiliante 52,4 dalla lunga distanza, con il gustoso contorno dell’89 % (24/27) dalla lunetta. Se aggiungiamo anche la superiorità a rimbalzo, ecco la cornice di un quadro degno di una firma importante. Il confronto rimane in perfetto equilibrio nei primi due periodi, probabilmente i più belli di questa serie finale, nella quale le due squadre ribattono colpo su colpo, tanto che il massimo vantaggio, nello specifico dell’EA7 Milano, è di appena cinque punti.

All’intervallo lagunari e meneghini sono in perfetta parità, a quota 50, ti aspetti un secondo tempo vietato ai deboli di cuore, invece al ritorno sul parquet la Reyer si scatena. Gli orogranata, presi per mano da un Parks fin lì silente, segnano 32 punti nei primi 8’, travolgendo i milanesi, annichiliti da un parziale di 30-10 che, di fatto, vale il successo Reyer. All’ultima pausa, infatti, Tassinari – super partita la sua – e compagni vantano 17 lunghezze di vantaggio, come dire game , set and match, prontamente convertito, al di là dei tentativi di rimonta milanesi, nel 109-97 conclusivo.

Una vittoria, quella di Venezia, che allunga la serie quantomeno a Gara-4, in programma già domani, ancora al “Taliercio”; un confronto senza pronostico perché Venezia, se ripete la prestazione stellare di Gara-3, può davvero forzare l’assegnazione dello scudetto alla “bella” decisiva.

Intendiamoci, non è che Milano abbia giocato malissimo, semplicemente non è riuscita a tener botta quando, nel terzo periodo, Venezia ha innestato il turbo, presa per mano da uno spaziale Jordan Parks. Il numero 22, infatti, nel secondo tempo è immarcabile, e segna tutti i 22 punti della sua partita, con un super 4/5 dalla lunga distanza. Ma in generale è tutta Venezia a giocare un gran match, come raccontano i sei uomini in doppia cifra, con Cole (6/12 dal campo) a 18, Tessitori (5/9), Bowman (5/13) e Horton, 7/8 uscendo dalla panchina, a 15. All’Olimpia, invece, poco servono i 22 di Brooks, con 5/12 da tre punti, i 20 di Bolmaro, con 5/8 da due e 3/5 dall’arco, pur non facendo parte dello starting five, ed i 19 di Shields, con 4/7 da tre punti.

Photocredits: Savino Paolella

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