Quella terminata al “Taliercio” era, per l’Olimpia Milano, la prima stagione dopo la scomparsa di Giorgio Armani; beh, il nuovo inizio è sicuramente da tramandare ai posteri, infatti i biancorossi meneghini hanno riscritto la storia della società, conquistando per la prima volta il “triplete”. Dopo aver vinto in avvio di stagione la Supercoppa ed a febbraio la Coppa Italia, l’EA7 Emporio Armani porta in bacheca anche lo scudetto, trofeo numero 56 nella leggendaria storia della compagine milanese.
Il tanto ambito triangolino tricolore arriva in trasferta, al “Taliercio” di Venezia, dove una Reyer mai doma ci prova fino alla fine, ma senza mai ripetere la scintillante prestazione di martedì, in Gara-3. Nonostante la stoica prestazione di Cole, sul parquet nonostante la distorsione alla caviglia accusata martedì, i lagunari sono costretti ad arrendersi, complice una partita questa volta scorsa secondo binari più confacenti alle caratteristiche di Milano piuttosto che a quelle dei veneti.
Lo racconta il punteggio sensibilmente più basso rispetto a martedì quando la Reyer aveva fatto bingo, scaraventando nel canestro meneghino la bellezza di 109 punti, oltretutto tirando con alte percentuali. Ieri, invece, gli orogranata di punti ne hanno segnati la bellezza di 37 in meno, chiudendo con il 42,3 % da due punti ed il 38,5 da tre, troppo basse per sperare di forzare la serie alla “bella” decisiva. I lagunari sono rimasti a contatto fino alla metà del terzo periodo; infatti a 5’30” dall’ultima pausa Venezia era sotto di appena due lunghezze.
Lì, la Reyer incappa in un blackout offensivo, di fatto costato la partita. Milano, infatti, stringe le maglie in difesa, i veneti si incartano, rimangono 5’ senza segnare e vedono i rivali scappar via. Alla fine del terzo periodo, infatti, i punti di vantaggio dell’EA7 Milano sono 12, sul 68-56. Nel quarto conclusivo, la Reyer ci prova anche a rimettere in piedi la partita, arriva fino al -8, senza però mai dare l’idea di poter concretizzare una rimonta che avrebbe avuto del clamoroso.
Alla fine, il tabellone del “Taliercio” recita 86-72 per Milano, punteggio che regala all’Olimpia non solo la vittoria, non solo la serie ma anche lo scudetto numero 32, più che meritato per quanto gli uomini di Poeta hanno mostrato durante i playoff, eliminando in rapida successione, Reggio Emilia, Brescia e, buon ultima, Venezia.
Il successo segna il primo “triplete” nella storia della blasonata società milanese, un trionfo che rende onore alla memoria di Giorgio Armani, l’uomo sotto la cui guida l’Olimpia è tornata ai vertici della nostra pallacanestro. Oltre a quello societario, c’è da segnalare un altro triplete, quello di Armoni Brooks; lo “star & stripes” vince il titolo di MVP della finale scudetto, un trofeo che fa compagnia a quelli conquistati come MVP delle Final Eight di Coppa Italia e come miglior giocatore al termine della stagione regolare; tris di trofei che la dice lunga sulla stagione messa in cantiere da Brooks, bravo così a riscattare un’annata precedente in chiaro scuro. La società biancorossa gli ha, ovviamente, offerto il rinnovo contrattuale, che però non pare così scontato, per Armoni cantano le sirene di mezza Eurolega, in primis quelle transalpine dell’Asvel Villeurbanne.
Photocredits: Savino Paolella









