Il trasferimento a Prato di quello che fino a domenica scorsa era “anima e core” della Libertas Livorno, il vero beniamino della tifoseria amaranto, è stato il colpo di mercato più importante di questa sessione di trattative; stiamo parlando, l’avrete capito, di Francesco Forti, figlio d’arte con il DNA libertassino nel sangue.
Da lunedì l’ormai ex amaranto è giocatore di una delle compagini più ambiziose della Serie C toscana, i “Dragons” Prato, sponsorizzati Sibe Gruppo AF; l’artefice di questo trasferimento clamoroso, con un giocatore importante in Serie B nazionale che sceglie, proprio per la bontà del progetto “Dragons”, di scendere di due categorie, è il Direttore Sportivo della compagine pratese Stefano Scarselli; in questa chiacchierata, partendo dall’orgoglio per avergli consegnato la maglia numero 32, ci racconta come è nata l’idea di prendere Francesco.
“Siamo davvero contenti di aver portato un giocatore importante come Francesco Forti a vestire la maglia dei “Dragons; stiamo parlando di un giocatore con un background davvero importante, come dimostra la sua carriera. Il suo arrivo arricchisce il nostro roster ed accentua il nostro essere “Dragons””.
Come nasce il pensiero di andare a cercare un giocatore importante come l’ex capitano della Libertas?
“L’idea di cercare un giocatore importante come Francesco Forti ci è venuta quando l’infortunio di Pacini, ironia della sorte accaduto proprio a Livorno, contro l’US, ci ha costretto a guardarci intorno. Il suo stop ci aveva accorciato le rotazioni, e ci avrebbe creato delle grandi difficoltà a portare in fondo questo campionato. Lì siamo addivenuti alla convinzione di ritoccare l’organico a disposizione di coach Marco Pinelli; abbiamo valutato tantissima situazione, essendoci arrivate sul tavolo molte proposte, anche di giocatori importanti intenzionati a scendere dalla B e dalla B Interregionale, per vestire la nostra casacca. Poi è venuta fuori la possibilità di firmare Francesco Forti, e ci siamo gettati a capofitto su quella”.
Com’è andata avanti la trattativa?
“Per noi si è trattato veramente di un onore portare avanti questa trattativa, ed adesso siamo veramente al settimo cielo. Siamo riusciti a vestire con la maglia dei “Dragons” un giocatore per il quale parla la carriera; domenica ero al “PalaMacchia” e quando ho visto il saluto del pubblico mi sono davvero emozionato. In quelle occasioni si vede non soltanto la statura del giocatore, ma anche, se non soprattutto, la portata morale della persona. Ed è anche per la sua statura come uomo che abbiamo deciso di portarlo nel nostro spogliatoio; siamo certo che Francesco sarà un esempio da seguire per tutti, anche per i tanti ragazzi del nostro minibasket. Questo è per noi importante come lo sono le sue prestazioni sul parquet”.
Francesco viene da un infortunio che lo ha tenuto a lungo fuori dal parquet, come sono le sue condizioni?
“Francesco ha pienamente recuperato dal suo infortunio, è ormai pronto per tornare sul parquet e esordirà già domenica prossima nella sfida casalinga contro la Fides Montevarchi; sarà la sua prima in maglia “Dragons”, facile prevedere che sarà accolto dagli applausi dei nostri tifosi”
Le parole di coach Marco Pinelli
Entusiasta dell’arrivo a Prato, anche il coach dei “Dragons”, Marco Pinelli, come si evince dalle sue parole. Coach, so che lei seguiva Francesco da anni
“Lo seguo da quando aveva 14 anni, è una delle perle nascoste nei campionati di B, col Direttore Scarselli abbiamo pensato spesso a lui nel corso degli anni, finalmente è arrivato il momento giusto. Il primo contatto è stato indimenticabile, e lo tengo per noi, nel massimo rispetto di tutte le componenti che ruotano attorno al ragazzo; con Francesco si è creato subito il giusto feeling, non solo cestistico ma anche nel modo di vedere la vita. Adesso è in un momento dove la sua vita, oltre alla pallacanestro, ha come priorità la famiglia ed il proprio futuro professionale”.
Cosa può darvi il suo arrivo?
“Per il nostro ambiente è la persona che cercavamo; non ha bisogno di presentazioni, tecnicamente e umanamente è super stimato, alza l’asticella di tutti e pretende molto da sé stesso. Alterare un gruppo già amalgamato, pur se in deficit numerico, poteva rappresentare un rischio e non volevamo prendere qualcuno tanto per fare un’operazione, rischiando di essere superficiali nell’inserimento. Francesco è perfetto per i Dragons anche sotto questo profilo, è entrato nel gruppo con umiltà ed un desiderio incredibile di mettersi a disposizione di tutti”.
Può essere importante anche al di fuori del parquet?
“In una ottica di crescita, anche futura, di tutto l’ambiente, arriva a Prato non solo per questioni tecniche; abbiamo parlato molto con lui, è aggiornato sulle difficoltà che abbiamo vissuto, ha percepito la scalata esponenziale di questa società e credo sia un’aggiunta importante per noi, in quanto conosce già il nostro sistema di gioco ed è amico personale di molti nostri giocatori.”
Photocredits: Paola Licheri









