Se, nel variegato mondo italiano dei coach, esiste un “mister promozione”, questo è sicuramente Alessandro Ramagli da Livorno; per il tecnico labronico, infatti, è arrivata la quinta promozione dalla Serie A2 al paradiso della LBA, la seconda con la Scaligera Verona. I veneti, infatti, sono saliti al piano superiore grazie al colpaccio in Gara-4 contro la Dole Rimini, altra squadra allenata da un tecnico labronico, Sandro Dell’Agnello.
Nella partita poi risultata decisiva nell’economia della serie, a partire lanciata è proprio la compagine di Ramagli, che aveva sorpreso tutti escludendo Justin Johnson dallo “starting five”. Gli scaligeri, infatti, giocano un super primo quarto, crivellando la retina romagnola con super percentuali (5/10 da due ed un irreale 6/8 dalla lunga distanza) con McGee che segna otto punti in appena 5’ di utilizzo. I frutti sgorgano copiosi ed alla fine del primo quarto Verona è avanti di 14, sul 30-16.
L’inizio di una cavalcata vincente? Ma proprio no, perché Rimini ha infinite risorse e, dopo qualche errore di troppo dei veneti, riesce a rimettere a posto le cose sfruttando l’asse Tomassini–Camara, con il centro africano che diventa un rebus irrisolto per la difesa Tezenis. I romagnoli mettono così in cantiere una bella rimonta, tanto che all’intervallo lungo l’avvio sprint di Verona è sterilizzato; a dividere le due squadre, sul 46-44 scaligero, ci sono appena due punti.
Il trend favorevole alla Dole continua anche in avvio del periodo conclusivo, con i romagnoli che, con una tripla di Simioni, si arrampicano fino al +5, costringendo Ramagli ad un time out. Gli effetti sono quelli sperati ed a 10′ dalla fine il punteggio è in perfetta parità, a quota 61, grazie ad una tripla di Monaldi. In avvio del quarto finale, Verona scappa via, salendo al +5, sul 71-66, ma Rimini ruggisce come una belva ferita, con un parziale di 6-0 che riapre tutto.
A 3’ dalla fine, Camara esce per falli, azzerando la pericolosità di Rimini nel pitturato, ma si entra comunque nell’ultimo minuto in perfetta parità; a spezzare l’equilibrio, consegnando agli scaligeri la promozione, è Federico Zampini, il piccolo nativo di Perugia segna due triple di fila, la seconda con l’ausilio del tabellone, prendendosi anche un tecnico, il secondo della sua partita, con annessa espulsione, e decide la partita, terminata con il successo della Tezenis per 83-75.
Il successo sigla il ritorno in Serie A di Verona e l’apoteosi di Alessandro Ramagli, non a caso nominato coach of the year.
Un titolo meritato, quello del coach labronico, arrivato al capezzale di Verona dopo la cancellazione dal torneo di Bergamo e l’esonero di Demis Cavina. In quattro mesi, Ramagli ha sistemato le cose, trasformando una compagine altalenante in una che gira come un orologio svizzero, come ha raccontato il percorso della Tezenis nei playoff, con l’eliminazione in rapida successione di Brindisi, Fortitudo Bologna e Rimini.
Tornando alla partita, ai padroni di casa non bastano i 20 di Alipiev, con 4/9 dalla lunga distanza, ed anche 10 rimbalzi, ed i 19 di Camara, con 8/9 da due punti, e 13 di Marini (5/9). Negli scaligeri, 12 di McGee, protagonista di un ottimo avvio ma poi spentosi, con 3/6 nelle triple, 12 di Ambrosin (4/5) e 11 di Zampini, il numero 18 chiude sì con 4/11 al tiro, ma nel finale mette le due triple che decidono il match.
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