E sono cinque, la Fabo Herons Montecatini continua il suo magic moment incasellando la quinta vittoria consecutiva; dopo i tre successi contro Ruvo di Puglia, gli “Aironi” continuano a volare altissimo anche nella finalissima per la promozione.

Ieri sera, infatti, la compagine di Federico Barsotti si è portata sul 2-0 con Avellino e vede l’agognata A2 ad una sola vittoria. Dopo aver sofferto le pene dell’inferno in Gara-2, i termali regolano agevolmente la pratica irpina nel secondo episodio della serie che, bisogna dirlo, i campani hanno affrontato con due giocatori importanti come VaSl e Carenza in condizioni fisiche a dir poco precarie, tanto che coach Crotti ha concesso ai due rispettivamente 7 e 6 minuti senza ricavarne lo straccio di un punto.

La partita è un monologo dei padroni di casa, usciti dai blocchi di partenza manco fossero un centometrista; pronti via, Benites e compagni stampano un parziale di 14-1 nei primi 5’ che di fatto indirizza la partita fin dai suoi primi vagiti. Il primo quarto si chiude con la Fabo avanti 21-10, margine amplificato nel secondo periodo con un parziale di 21-8 che di fatto chiude la partita già all’intervallo lungo, al quale si arriva con un netto +24 termale, sul 42-18. Al rientro dagli spogliatoi Montecatini arriva fino al +27, poi Avellino ha un sussulto di orgoglio, rosicchia qualche punto, riuscendo ad arrivare fino al -10 a 4’29” dalla sirena finale, ma lì Montecatini è brava ad allungare nuovamente, chiudendo in scioltezza la contesa, sull’81-60 finale.

Anche le cifre testimoniano il dominio dei termali, migliori in tutte le voci statistiche; Radunic e compagni tirano meglio da due (58 a 38%) da oltre l’arco (29 vs 21%) e prendono 10 rimbalzi in più dei rivali. Tra i singoli, grande prova di Adrian Chiera; l’argentino ne mette 22 in 27’ di utilizzo tirando con 6/11 dal campo e 7/7 dalla lunetta. Bene anche Radunic, 13 con 5/7, e Arrigoni che sfiora la doppia doppia con 10 punti e 9 rimbalzi. Poco da salvare nei lupi irpini, se non i 19 di un indomito Chinellato, con 6/9 al tiro, ed il gustoso contorno di 8 rimbalzi.

Adesso la serie si trasferisce a casa Del Fes, con gli “Aironi” che proveranno già venerdì a chiudere la serie, mentre Avellino, adesso con le spalle al muro, deve solo e soltanto vincere.

Se Montecatini conferma il fattore campo, la Liofilchem, nonostante il caldissimo appoggio dei 4000 del “PalaMaggetti” deve arrendersi alla granitica difesa della Akern Libertas Livorno, protagonista di una partita impeccabile nella propria metà campo.

Gli uomini di Andreazza, infatti, concedono ai padroni di casa appena 54 punti, di cui soltanto 23 nel secondo tempo, quasi incredibile per una compagine abituata a segnare quasi 80 punti di media. Roseto sbatte contro il muro alzato dalla Libertas ed alla fine tira con un pessimo 16/61 dal campo, troppo poco anche solo per sperare di portare a casa il confronto, a maggior ragione considerando anche i dieci errori, troppi, dalla lunetta, e la prevista inferiorità sotto le plance, dove la Libertas cattura 7 rimbalzi in più.

Eppure, e questo deve far sperare la compagine di Gramenzi, Roseto rimane a lungo in partita, tanto che spreca, con Guaiana, il tiro del possibile pareggio a 4’11” dalla sirena finale. In quel frangente su Roseto cala il buio, in 1’32” di gioco la Libertas stampa un parziale di 8-0 (5 punti in fila di Bargnesi e tripla di Saccaggi) che vale il “game, set and match” e pareggia la serie. Neanche la Libertas tira con grandi percentuali, ma ha il gran merito di non smarrirsi nell’ultimo quarto, smentendo i tanti soloni che la ritraevano con il fiato corto nei 10’ finali, nei quali, invece, la compagine di Andreazza stampa il decisivo parziale di 17-10.

In casa Roseto deludono i big Mantzaris e Klyuchnyk, ne segnano 15, ma con 4/11 al tiro, Santiangeli, e 12 Durante. Nei labronici determinante la prova di Saccaggi, la guardia ne mette 14 in 22’ di utilizzo, sparando con 4/7 da oltre l’arco, tra cui la bomba che ceralacca la partita, bene anche Ricci (11) e soprattutto Fratto che, pur in condizioni fisiche non ottimali, regala tanta “garra” agli amaranto.

Adesso la serie si trasferisce a Livorno, dove la Libertas ha la possibilità, vincendo le due gare casalinghe che le riserva il calendario, di coronare il sogno chiamato Serie A2.

Photocredits: Paola Licheri

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