La Tarros Spezia arriva da due ottimi campionati, il primo terminato con l’approdo in Serie B Interregionale, il secondo, quello della stagione appena andata in archivio, concluso ad un soffio dalla qualificazione, da matricola, ai playoff promozione.
Risultati che però non bastano all’ambiziosa società presieduta dal presidentissimo Danilo Caluri, uno che vanta trascorsi importanti ai piani alti della nostra pallacanestro.
L’idea è di provare a raggiungere la promozione nel campionato di Serie B Nazionale, sarebbe un traguardo storico per la società ligure; per tentare di raggiungerlo, il Direttore Sportivo Maurizio Caluri ha scelto di fare tabula rasa della compagine che aveva comunque ben fatto nelle ultime due stagioni, confermando un solo elemento di quelli a disposizione di Andrea Scocchera, anche lui salutato tra mille parole al miele. L’unico confermato è Lorenzo Fazio, vera bandiera della società ligure.
Anche il nome scelto per la panchina della prima squadra racconta le ambizioni spezzine, a sostituire Andrea Scocchera è, infatti, arrivato Davide Diacci, coach con un passato importante sia da giocatore – vinse uno scudetto nel ’93 nella Virtus guidata da Ettore Messina – che da allenatore, nella scorsa stagione in A2 con la Moncada Agrigento, da responsabile del settore giovanile.
L’opera di rafforzamento della squadra è ancora lunga; coach Diacci propone sempre squadre dalla grande intensità difensiva, per cui serve un roster dalle profonde rotazioni, a differenza di quanto avveniva lo scorso anno. In attesa dei big, “rumors” di mercato parlano di un giocatore sudamericano di ottimo livello, sono arrivati tre cavalli di ritorno, il talentuoso Ramirez, il lungo Tedeschi, reduci da un’annata in chiaroscuro, entrambi a Carrara, rispettivamente sponda Audax e CMB, ed ultimo in ordine di tempo Davide Leporati, ala piccola classe 1999.
Sono i primi tasselli di un puzzle che si annuncia importante e ricco di ambizioni.
Tre domande a coach Davide Diacci
Dalle parole di Davide Diacci, il nuovo coach di Spezia, trasuda tutta la voglia di far bene, guidando la compagine ligure ad un campionato importante.
Lei ha scelto di scendere di categoria, qual è stata la molla che lo ha spinto ad accasarsi a Spezia?
“Volevo ritornare a fare il capo allenatore ed affrontare la competizione in questo ruolo. La Spezia mi ha convinto per le sue potenzialità, in quanto credo ci siano buoni margini di crescita. Inoltre, ho avuto ottime impressioni dalle persone che mi hanno contattato, ho sentito fiducia, entusiasmo e genuinità”.
Lei pratica un Basket molto aggressivo, basato su ritmi alti ed una grande difesa, vado lontano dal vero dicendo che ha necessità di un roster molto lungo quanto a rotazioni?
“Esatto, le energie non sono infinite, per cui mi piace coinvolgere tanti giocatori e fare sentire tutti importanti. Alcuni veterani non amano avere minutaggio ridotto rispetto a quanto sono abituati, ma è anche un modo per “preservarli”, facendo migliorare i più giovani”.
Il prossimo sarà un roster molto rivoluzionato, intanto sono arrivati Ramirez e Tedeschi, che impressione ha avuto dai due nuovi arrivi?
“Da questi due ragazzi ho finora avuto solo buone impressioni; entrambi hanno motivazioni ed un atletismo importanti e poi sono di La Spezia, penso sia importante avere giocatori del posto legati al territorio”.
Le parole del Direttore Sportivo, Maurizio Caluri
“Stiamo per chiudere con un playmaker ed un pivot”, lo anticipa ai microfono di Toscana Basket World Life il Direttore Sportivo della società ligure, Maurizio Caluri:
“La squadra della prossima stagione sarà completamente rivoluzionata; volevamo confermare i due fratelli Paoli, Sakalas e Carpani, ma poi i ragazzi hanno voluto aspettare per vedere le varie situazioni di mercato, ed allora abbiamo preso strade diverse, pur ringraziandoli per le belle prove fornite nella stagione appena trascorsa.
Siamo così andati avanti nella costruzione della squadra, seguendo le direttive di coach Diacci, un allenatore che pratica una pallacanestro molto intensa e proprio per questo ha bisogno di ampie rotazioni. In questa ottica stiamo cercando di costruire una squadra lunga, ed abbiamo reinserito Ramirez e Tedeschi per rinforzare il reparto esterni e quello dei lunghi, dove abbiamo anche Fazio.
Riguardo al resto stiamo per definire sia con il play che con il pivot, sempre nell’obiettivo di fare un campionato di vertice, ma senza eccessive pressioni, lavorando tranquilli e sereni convinti che poi, alla fine, i risultati saranno lo specchio del duro lavoro svolto”.
in copertina Josandel Ramòn Ramirez, uno dei cavalli di ritorno dello Spezia Basket Photocredits: Giacomo Lerici









