La stagione dello Scandicci Basket è stata veramente un capolavoro, non soltanto per la vittoria in un campionato ostico come la Divisione Regionale 2, con annesso passaporto per la categoria superiore, ma per gli ostacoli affrontati dai “Lupi” durante l’intero campionato.
A partire dalle difficoltà logistiche, con gli allenamenti effettuati in una palestra e le partite giocate in un’altra. A queste problematiche, protrattesi per tutta la stagione, si sono poi aggiunti i colpi della malasorte, con infortuni importanti che hanno punteggiato il cammino della compagine di Trucioni. In primis quello di Andrea Chesi a inizio stagione, ma anche quello di Novolissi a metà campionato e di Lapo Tozzi nel finale.
Insomma, c’erano tutti gli elementi per mollare, invece Pergola e compagni sono stati bravi a non lasciarsi andare di fronte alle tante difficoltà e, con una grande resilienza, sono riusciti, nonostante qualche sconfitta dolorosa, come quelle nei derby contro la Freccia Azzurra e Florence Basket, come poi vedremo quest’ultima ampiamente vendicata, ad acciuffare la post-season, sia pure al quarto posto, respingendo l’assalto di una San Miniato protagonista di un ritorno impeccabile, grazie successo nell’ultima di stagione regolare su una delle migliori squadre del torneo, la Libero Basket, valso i playoff.
Nei playoff Scandicci innesta l’overdrive, diventando una vera e propria macchina da guerra, fatta di tanta determinazione, altrettanta intensità ed una grande consapevolezza nei propri mezzi; ingredienti perfetti per una post- season senza macchia, e non è il capitano……, fatta di sole vittorie. Prima i “Lupi” hanno mandato a casa, con un secco 2-0, la testa di serie numero 1 Florence Basket – ecco la rivincita – e poi si sono ripetuti nella sfida contro Libero Basket Siena, le cui velleità di promozione sono state cancellate con un secco 2-0 che ha dato il là ai festeggiamenti per una promozione ad un certo punto forse insperata ma, per quanto fatto vedere nei playoff, sicuramente meritata.
Un percorso, dunque, con qualche difficoltà ma concluso con un trionfo, come spesso accade, figlio di un gruppo straordinario, nel quale i giocatori più che compagni sono diventati amici, tanto che passano tanto tempo assieme anche al di fuori del parquet, condotti alla perfezione da coach Trucioni, tornato a Scandicci dopo due anni assenza.
Proprio il tecnico è stato bravo a rendere un gruppo di buoni giocatori e ottime persone una macchina perfettamente oliata in ogni suo meccanismo, per un trionfo che ha mandato in visibilio i tanti sostenitori dei “Lupi” ed ancor più l’ala forte Vittorio Tagliareni che, a quarant’anni, ha chiuso la carriera con una promozione, particolare se non unico quantomeno raro.
Le parole di Simone Trucioni, coach dello Scandicci Basket
Il coach di Scandicci, Simone Trucioni, fa, ai nostri microfoni, un resoconto della stagione, indicando nel gruppo la vera chiave di volta del trionfo nei playoff:
“Ci siamo approcciati a questo campionato dopo una retrocessione, con una squadra completamente nuova, con alcuni elementi rimasti della passata stagione, integrati da molti volti nuovi. Le tante novità nel roster hanno comportato qualche difficoltà per trovare i giusti equilibri; durante la stagione regolare siamo incappati in qualche inaspettata sconfitta a causa della mancanza di una mentalità vincente, poi trovata con il trascorrere delle giornate. Inoltre, si è consolidato lo spessore del gruppo, diventato davvero granitico. Ci siamo guadagnati con sudore i playoff, nei quali siamo stati bravi ad eliminare Florence Basket, una squadra davvero attrezzata, affrontata senza alcun timore reverenziale, riuscendo a vincere due autentiche battaglie e guadagnandoci la finale contro Libero Basket, battuto 2-0 in una serie nella quale abbiamo dimostrato di essere i più forti. È il giusto successo per il percorso di crescita del gruppo durante tutto il campionato, vero punto di forza della nostra vittoria”.
Parla il capitano dei “Lupi”, Alessio Macchia
È ancora visibilmente emozionato quando parla della vittoria del campionato, il capitano di Scandicci Alessio Macchia, al terzo campionato vinto della sua carriera:
“Sono davvero felicissimo per questo successo, arrivato alla fine di una stagione veramente lunga, ma che ha dato frutti insperati. In avvio nessuno ci dava per favoriti, in quanto molti di noi venivamo da stagioni deludenti e con un coach che era fermo da qualche tempo. Per me si tratta del terzo campionato vinto, il primo da giocatore esperto e da capitano, il che mi ha regalato, al momento del canonico taglio della retina, sensazioni mai provate prima. Penso che il nostro sia stato un successo meritato, perché abbiamo sempre lavorato duro nonostante i problemi che abbiamo dovuto affrontare.
Il nostro segreto è stato nella solidità di un gruppo fatto di persone meravigliose, bravo a regalare a Scandicci una promozione che dopo 20 anni ha regalato una vittoria sul campo a questa società. Sono davvero felice di essere il capitano di questa squadra, nella quale ho trovato degli amici e delle bellissime persone che porterò sempre con me perché quando vinci un campionato non lo dimentichi mai, nemmeno quando sei in pensione.
Per me, e per molti miei compagni, questa vittoria è anche una sorta di rivincita personale, la dimostrazione che il lavoro paga; noi abbiamo dato tutto ed alla fine siamo riusciti a vincere. Voglio dedicare questa vittoria a tutti coloro (fidanzate, amici, parenti) che ci hanno sempre sostenuto anche nelle difficoltà; adesso ci mettiamo al lavoro per far bene anche in categoria superiore, dove non vogliamo certo essere una comparsa”.









