Il basket a Livorno è una religione, una religione pagana che ha spesso assorbito le attenzioni di tutta la città, in particolar modo quando il calcio labronico, che pure ha vissuto stagioni importanti, batteva in testa. Palese testimonianza l’ennesimo “sold out” in occasione del derby in programma lunedì 21 aprile, quando ad assistere alla sfida tra Pielle e Libertas ci saranno più di 8.000 spettatori, a fronte di una richiesta di oltre 13.000.

Proprio dall’attenta, ed acuta, osservazione del fenomeno, ricco di sfaccettature e, nel corso degli anni, di colpi di scena da film – prima con la scudetto/non scudetto della Libertas, poi con la sciagurata fusione e quindi con la rinascita delle sue compagini -, sempre con un unico comune denominatore, quella della infinita passione delle due tifoserie, è nata l’idea di realizzare una “docuserie”, della quale si conosce già il titolo “LIVORNO A DUE”.

A scriverla sono Silvio Laccetti ed il giornalista Stefano Blois, con la regia di Silvio Laccetti, per un’opera che racconterà la storia di quel meraviglioso sport che è la pallacanestro, declinata in chiave labronica lungo un percorso che racconterà la storia del basket nella città labronica. Verranno ripercorse le tappe principali dei percorsi dell’una e dell’altra società, i luoghi iconici da cui è scattata la scintilla per la pallacanestro, i primi derby cittadini e quelli rimasti indelebili nella storia delle due squadre e delle due tifoserie, i racconti di trionfi, cadute, rinascite, sfide epiche e legami indelebili.

La “docuserie”, però, non sarà solo basket ma servirà, partendo dalla pallacanestro, anche a raccontare Livorno e la sua livornesità a 360°. L’intendimento di produzione ed autori, infatti, è anche raccontare le sfumature di una città da sempre in grado di convivere con la diversità. Una docuserie che declinerà il tema del dualismo su più fronti, svelandone le sue dinamiche culturali, sociali, politiche, come la stessa logline della docuserie “Non è mai stata soltanto una partita” tiene a sottolineare.

Attraverso interviste esclusive, immagini d’archivio e riprese sul campo, la docuserie racconterà anche le storie dei giocatori, degli allenatori e dei tifosi che hanno reso il basket una parte fondamentale dell’identità di Livorno. Ma non sarà soltanto il basket ad essere al centro della narrazione bensì il rapporto indissolubile tra lo sport e Livorno.

Parallelamente verranno raccontati i retroscena e le fasi più significative dell’attuale stagione 2023-24, che attualmente si appresta ad entrare nel periodo cruciale, quello dei playoff.

In questa ottica, dallo scorso 13 aprile la troupe della Montalo Production è a Livorno, dove rimarrà fino al prossimo 5 giugno, per documentare integralmente i turni playoff di entrambe le squadre, oltre al derby in programma il 21 aprile al “PalaModigliani”.

La produzione visiterà e filmerà i luoghi iconici della città per offrire un audiovisivo in grado di unire cultura, sport e storia. Il progetto, sposato totalmente da Libertas e Pielle, sarà condiviso con chiunque abbia la volontà di aiutare la produzione a realizzare un prodotto audiovisivo di livello per omaggiare la storia della città di Livorno e le sue eccellenze.

In sostanza, una sorta di “Scugnizzi”, la serie RAI di grande successo, vista qualche mese fa, nella quale si ripercorreva la parabola della Juve Caserta, in salsa labronica, che racconterà – si parla di un format fatto di almeno sei puntate – quel fenomeno, quasi paranormale, che è il basket a Livorno, sia esso pitturato del biancoazzurro piellino o dell’amaranto della Libertas.

Le parole del regista, Silvio Laccetti

Il regista della docuserie “Livorno A due” è Silvio Laccetti, che ci espone, con grande entusiasmo, come è nata l’idea di raccontare la storia di Pielle e Libertas e di trasporla in una serie televisiva:

La prima volta che ho avuto il piacere di assistere ad un derby tra Pielle e Libertas ho subito capito che a Livorno il basket viene vissuto in maniera davvero speciale e unica. Con Stefano Blois ci siamo detti: questa storia merita di essere raccontata. Ci stiamo accorgendo che le cose da dire sono tantissime perché questa non sarà una serie solo sul basket. Il basket ci permetterà di entrare nel tessuto sociale, culturale e quindi anche storico di Livorno, per far emergerne le unicità a partire dai suoi contrasti“.

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