Non è stata una stagione da tramandare ai posteri, quella della Cestistica Spezzina, partita in avvio di stagione con malcelate ambizioni, come ci aveva raccontato coach Marco Corsolini in estate. Invece, quello delle liguri, è stato un campionato altalenante, nel quale la Guerrieri e compagne non sono mai riuscite ad imboccare la retta via e prendere il volo verso le alte sfere della classifica.
A dire il vero anche per qualche problema fisico di troppo, con coach Corsolini che spesso e volentieri ha dovuto scendere sul parquet con il roster decimato dalle assenze, tanto che le liguri soltanto in sette partite hanno potuto contare sul roster al completo. Proprio tutti i colpi della sfortuna rendono il bilancio se non positivo, almeno sufficiente, considerando che le liguri sono riuscite ad evitare almeno la lotteria dei playout.
Altro aspetto positivo, ed assolutamente da non sottovalutare, la crescita delle tante giovani presenti nel roster, salite di livello nel corso della stagione, ad esempio la Guerrieri, la Varone e, soprattutto, la Diakhoumpa, una classe 2005 rimasta sul parquet per oltre 27’ a partita con un fatturato di 8 punti a partita, secondo soltanto a quello della top scorer, a 13 per alzata, la leader Missanelli.
In mezzo a tante giovani la chioccia Elisa Templari, guardia di 1,73 ormai una bandiera della società ligure; classe 1989, con un passato anche con la casacca della nazionale azzurra, ha disputato la sua ultima annata, chiudendo una carriera fatta di tanti ciuff, tante soddisfazioni ed altrettante gioie personali anche fuori dal parquet. Elisa ha chiuso il suo percorso da atleta con cifre affatto male, considerando i suoi 36 anni: 26’ di media a partita, con 7,6 punti ed il 32% dalla lunga distanza.
In definitiva, una stagione magari al di sotto delle aspettative, ma comunque non certo priva di aspetti positivi, su tutti la valorizzazione di tante giovani ragazze.
Le parole del coach Marco Corsolini
Marco Corsolini, il conducator della Cestistica Spezzina, non nasconde un briciolo di rammarico per la mancata partecipazione ai playoff, ma non manca di sottolineare le note liete della stagione:
“Purtroppo quest’ anno per la prima volta non parteciperemo ai playoff, come era ormai piacevole abitudine. Abbiamo vissuto una stagione complicata, tanto che il roster ha avuto defezioni decisive in ben 19 delle 26 gare disputate. Fortunatamente, siamo stati bravi a rimanere sempre sul pezzo e concentrati, perché annate così sfortunate possono finire molto male; in questa ottica, l’aver evitato i playout è stata una conquista importante. Ci portiamo, comunque, a casa l’importante crescita di quattro ragazze; mi riferisco alla Diakhoumpa, alla Mbaye, alla Guerrieri ed alla Varone, esordienti a questo livello e molto cresciute nel corso della stagione. È stata poi l’ultima stagione di Elisa Templari, una giocatrice che, per 20 stagioni tra A1 e A2, ha fatto la differenza. Oltre ai quasi 6000 punti in carriera, posso parlare della fortuna di averla potuta allenare per sette anni, della sua disponibilità al lavoro, dell’incredibile etica e disponibilità. È raro trovare giocatrici che non si fermano sui loro punti di forza ma che hanno ogni singolo giorno la volontà di migliorare le situazioni fuori dalla loro comfort zone”.
Le parole di Elisa Templari
Non nasconde un briciolo di commozione Elisa Templari, giunta al capolinea di una splendida carriera:
“La nostra è stata una stagione molto intensa e particolare, sicuramente avevamo delle aspettative diverse e ben più importanti, che non siamo riuscite a mantenere. Negli ultimi anni abbiamo sempre partecipato ai playoff e non siamo abituati a guardare gli altri giocarli. Voglio ringraziare personalmente le mie compagne di squadra, tutto lo staff e chiaramente la società per avermi dato la possibilità di vivere a pieno questa mia ultima stagione, accompagnandomi alla fine del mio percorso agonistico; grazie a tutti, di cuore.
Se mi guardo indietro vedo un gran bel percorso, lungo ed a volte difficile ma emozionante, con traguardi inimmaginabili. È stato veramente un viaggio fantastico, ho avuto la possibilità di togliermi le soddisfazioni più belle della mia vita, vincere, perdere, soffrire, gioire sempre con la consapevolezza di aver dato tutto. Porto con me tantissimi momenti indimenticabili: l’esordio in serie A con Spezia, la vittoria della Coppa Italia di serie A2, la convocazione con la Nazionale Maggiore, una finale Scudetto con Lucca, tanti campionati disputati sempre ad altissimo livello, e tanti altri momenti passati con persone splendide, fatti di semplicità e divertimento. Rifarei assolutamente tutto senza alcun rimpianto, nel bene e nel male.
Voglio concludere dicendo che, se non avessi avuto la Cestistica Spezzina al mio fianco, probabilmente mai e poi mai sarei riuscita a vivere tutto questo. Per me Spezia è casa e sarò per sempre grata ad ogni persona che ha fatto parte di questa società. Qui mi hanno accolta appena sedicenne e mi hanno permesso di diventare quello che sono oggi, ci sono state altre parentesi molto importanti per me – due anni a Lucca e uno in Sardegna – ma è chiaro che Spezia per me è stata ed è tutto, grazie, grazie, dal più profondo del cuore”.
Photocredits: Roberto Liberi









