E’, come ampiamente da pronostico, l’EA7 Emporio Armani Milano la prima squadra a raggiungere la finale scudetto, non certo una novità per la squadra italiana più blasonata, nella quale affronterà la Umana Venezia. Si tratta, infatti, della finale numero 23 per i biancorossi meneghini. La compagine di Poeta strappa il pass per l’epilogo del torneo vincendo Gara-4 contro la ex squadra del suo coach, quella Germani Brescia comunque protagonista di un’ottima stagione.
La speranza, visti i “rumors” su un eventuale trasferimento del titolo a Roma, è che anche l’anno prossimo la Leonessa militi in questo campionato. Venendo alla partita, Milano, a parte l’iniziale 2-0 per Brescia, ha sempre tenuto in mano le redini del confronto, complice anche un avvio da mani fredde della Germani, sotto di sette già al termine del primo quarto, margine sono lievemente ritoccato in favore di Milano all’intervallo lungo, sul 46-38. Nel secondo tempo, Milano allunga ancor più, arrivando fino al +19 all’inizio del periodo conclusivo; sembra la stoccata decisiva, invece Brescia dimostra un grande orgoglio e, guidata da Burnell e dalla triple di Della Valle e Ivanovic chiude a -5, sul 91-86, senza peraltro mai dare l’impressione di poter sgambettare l’Olimpia, che, con questa vittoria, chiude la serie e vola alla finale scudetto.
A guidare l’Olimpia all’epilogo stagionale la gran prova di Armoni Brooks, autore di 18 punti, con 6/6 da due punti (specialità nella quale Milano chiude con un ottimo 74%), ben coadiuvato dai 14 di Nebo (6/7 al tiro), con anche 7 rimbalzi, e dai 12 a testa di Shields e LeDay. Nella Germani, non bastano la doppia doppia, da 19 punti e 12 rebounds, di Bilan, che smazza anche sei assist, i 19 di Della Valle (5/10), i 17 di Burnell ed i 15 di Ivanovic.
Se l’approdo alla finalissima dell’Olimpia Milano era nei pronostici della vigilia, lo stesso non si può certamente dire per la qualificazione, sette anni dopo, dell’Umana Reyer Venezia. Infatti gli orogranata hanno mandato a casa i Campioni uscenti, ed ormai ex Campioni, della Virtus Bologna, eliminati al termine di una Gara-4 vietata ai deboli di cuore. Senza Capitan Pajola, ormai ai saluti, Vildoza ed Alston, infatti, le “V Nere” chiudono al “Taliercio” la loro altalenante stagione; Venezia vince al termine di un confronto a lungo condotto dai felsinei, avanti anche di dodici lunghezze al termine del terzo periodo, margine che sembrava sufficiente per forzare la serie alla decisiva Gara-5.
Invece, nel quarto finale, meglio negli ultimi 3’, cambia tutto; la Virtus, infatti, entra nella volata finale con nove lunghezze di vantaggio, sul 78-69, ma poi si perde negli ultimi 3’ nei quali segna appena tre punti, tutti dalla lunetta. La Reyer, invece, di punti ne realizza addirittura 21 negli ultimi 4’, rivoltando la partita come un calzino. Alla fine, il tabellone regala agli uomini di Spahija il passaporto per la finalissima, che inizierà giovedì a Milano, con il punteggio di 90-83. Per la Reyer si tratta della quinta finale scudetto, la prima dal 2019; nelle quattro edizioni precedenti, i lagunari l’hanno sempre spuntata , avviso ai naviganti targati Olimpia Milano.
Tornando alla partita, due i trascinatori in casa Venezia: Cole, autore di un bel “trentello”, con 7/14 da due e 4/7 da tre, e Tessitori, 22 con 8/9 dal campo. Nei lagunari bene anche Parks (17), mentre alla Virtus non bastano la bella prestazione di Niang (19 con 7/14 dal campo, ma con 1/7 dalla lunetta), i 17 di Morgan (5/10) e di Edwards, ma con 6/19 dal campo, probabilmente alla sua esibizione con la canotta delle “V Nere”.
Photocredits: Savino Paolella









